31 dicembre.

Ferrania 31 dicembre 2023. La lettera di fine anno del Gran Priore, inviata oggi ai membri dell’Ordine, ha affrontato diversi temi importanti.
Con estrema lucidità e razionalità il Gran Priore ha scritto: «Non posso promettervi che il prossimo anno sarà migliore, ma posso assicurarvi che sarà un anno di riscossa».
Riportiamo il testo integrale della lettera:
«Carissimi Fratelli e Sorelle, il crepuscolo del 2023 ci avvolge, portando con sé il peso di un anno segnato da conflitti e sofferenze.
La guerra tra Russia e Ucraina, insieme al conflitto tra Israele e Hamas, ha gettato un’ombra lunga sulle nostre speranze di pace.
Tuttavia, nel fare una riflessione su quest’anno tormentato, non possiamo ignorare le molteplici altre crisi che hanno afflitto il nostro mondo.
La persistente guerra civile in Myanmar, che si protrae da decenni, e lo scoppio del conflitto in Sudan il 15 aprile, sono tra le molte ferite che l’umanità ha dovuto sopportare.
Haiti, costantemente dilaniato da conflitti civili e controllato dalle bande criminali, testimonia l’instabilità che affligge alcune regioni.
Le violenze e i conflitti armati derivanti dagli scontri etnici tra gruppi tribali come i Tutsi e gli Hutu nella Repubblica Democratica del Congo richiedono la nostra attenzione.
Migliaia di vite perdute, vittime di una terza guerra mondiale, un termine che Papa Francesco ha utilizzato per descrivere la situazione a cui, tristemente, ci siamo abituati.
Il rischio maggiore è l’indifferenza e l’apatia che sembrano essersi radicate in noi.
La guerra e la sua devastazione sono diventate parte del nostro quotidiano, e questo stato di passività è il nostro nemico più grande.
Viviamo in un’epoca dominata dall’egoismo e dalla sopravvivenza individuale.
La nostra civiltà cristiana è minacciata da estremismi religiosi, dal politicamente corretto e dall’inerzia della Chiesa, che dovrebbe essere la nostra guida.
Ci sentiamo soli in questa lotta, ma proprio per questo la nostra azione deve essere incisiva.
Dobbiamo alzarci e far sentire la nostra voce, esprimere lo sdegno per ciò che sta accadendo nel mondo.
Nel 2024, dobbiamo rompere il silenzio, porre fine all’indifferenza e superare gli egoismi.
Non posso promettervi che il prossimo anno sarà migliore, ma posso assicurarvi che sarà un anno di riscossa.
Basta con il silenzio, l’indifferenza e gli egoismi.
Il 2024 sarà il nostro anno, l’anno dei Templari, che risorgeranno con vigore e faranno sentire la loro voce.
Una parola guiderà l’Ordine nel nuovo anno: agire.
Dobbiamo agire con determinazione per contrastare il decadimento del mondo.
Eliminiamo l’ipocrisia e lottiamo per difendere e far trionfare la nostra cultura di pace, di valori cristiani e di soccorso ai più deboli.
Fede, umiltà e spirito di servizio saranno il nostro faro nel 2024.
Riprendiamoci la nostra vita, riprendiamoci il nostro mondo.
Con un abbraccio fraterno a tutti voi,
Non Nobis Domine, Non Nobis, Sed Nomini Tuo Da Gloriam
Il Gran Priore
Fra Riccardo Bonsi»