Dal 1314 al 1700
La rinascita dell’Ordine e il XIV secolo
Dopo la morte di Jacques de Molay, le sorti dell’Ordine, o meglio di ciò che ne rimane, passano nelle mani di Jacopo da Moncucco, il quale trasferisce, nel più assoluto segreto, la Sede dell’Ordine in Francia, a Ventenac-Cabardès, nel dipartimento dell’Aude.
Jacopo riesce più volte a sfuggire alla cattura e viene condannato a morte in contumacia; nonostante ciò, continua a mantenere il coordinamento tra i diversi Templari dispersi.
Sotto la sua guida vengono fondate, o riorganizzate, diverse Confraternite che, di fatto, operano come veri e propri Ordini, coordinati dalla Paupera Militia Christi di Ventenac-Cabardès.
Alla loro guida provvisoria si trova Jacopo da Moncucco, il quale non assume mai formalmente il titolo di Maestro Generale, esercitando piuttosto la funzione di Luogotenente pro tempore.
Questi gruppi vengono denominati Confraternite dei Bianchi e si diffondono in Italia, Scozia, Inghilterra, Portogallo, Spagna e Svizzera.
Ciascuna Confraternita elegge un proprio Maestro; i diversi Maestri, a loro volta, eleggono un Maestro Generale, scelto tra i Cavalieri appartenenti ai vari gruppi, al quale spetta il compito di coordinarne complessivamente le attività.
Le prime Confraternite che sorgono o si riorganizzano, nel 1315, sono quelle dei Cavalieri del Tau.
Altri Cavalieri Templari, invece, costituiscono nuovi gruppi ponendosi sotto la protezione dei diversi Sovrani dell’epoca.
Sempre nel 1315, allo scopo di restituire all’Ordine una maggiore stabilità e serenità, viene eletto Maestro Generale Lazzaro Saggina, già Maestro dei Cavalieri del Tau Bianco di Altopascio.
Nel 1326 viene eletto Maestro Generale della Paupera Militia Christi Robert Bruce, già Re di Scozia con il nome di Robert I sin dal 1306.
L’Ordine prosegue quindi la propria esistenza con grande circospezione fino al 1365, anno nel quale ha inizio un nuovo periodo di gloria e di successi.
In quell’anno viene infatti eletto Maestro Generale della Paupera Militia Christi Pons Lance, la cui nomina viene ratificata da papa Urbano V.
Il nuovo Maestro Generale modifica la denominazione della Paupera Militia Christi in Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri e sceglie come nuovo simbolo dell’Ordine non più la croce rossa patente, ma un agnello ritto in piedi, con la testa fieramente rivolta all’indietro, quasi a guardare il passato.
L’agnello regge con lo zoccolo anteriore destro l’asta del vessillo cavalleresco cistercense, culminante in una croce rossa a otto punte.
Sotto la figura dell’agnello viene collocata la scritta «Sub Hoc Signo Voluntas Dei», ossia «Sotto questo segno, la volontà di Dio».
Durante la Gran Maestranza di Pons Lance sorgono nuove Priorie e l’Ordine attraversa una fase di notevole espansione.
Il simbolo dell’Agnus Dei si diffonde rapidamente e numerose chiese lo inseriscono nei rosoni, presso gli ingressi principali e all’interno delle navate.
L’Ordine torna così al proprio originario splendore e riprende il proprio cammino in forma unitaria, con rinnovata forza.
Dopo la morte di Pons Lance, l’Ordine prosegue la propria esistenza e continua a espandersi in tutta Europa.
Nel 1397 i Priori eleggono Maestro Generale Guglielmo Lascaris, Signore di Peille.
Agli inizi del 1398 il Maestro Generale convoca il Maestro Generale Vicario dell’Ordine, Henry Sinclair I, Conte delle Orcadi, Barone di Rosslyn e Signore delle Shetland.
Lo scopo dell’incontro consiste nello stabilire le modalità strategiche di un’operazione destinata a poter cambiare la storia dell’Umanità; l’ordine proviene direttamente da Papa Bonifacio IX.
Hanno così inizio i preparativi per la Grande Missione.
L’operazione viene affidata a Henry Sinclair, il quale decide di arruolare due esperti navigatori di origine veneziana, i fratelli Nicolò e Antonio Zen.
Sempre nel 1398, i fratelli Zen, Henry Sinclair e trecento Cavalieri Bianchi del Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri lasciano le Orcadi a bordo di dodici vascelli.
La spedizione, guidata dal comandante Zichmni, naviga attraverso le isole Fær Øer, l’Islanda e la Groenlandia, fino a raggiungere la Nuova Scozia, in Canada, e la Nuova Inghilterra, negli attuali Stati Uniti.
Nel 1404 Henry Sinclair ritorna dal viaggio nelle isole Orcadi, portando così a compimento la Grande Missione.
Nello stesso anno, tuttavia, viene assassinato, sempre nelle Orcadi, da alcuni membri della Lega Anseatica della Germania settentrionale, suoi rivali commerciali.
Il XV secolo
I primi anni del XV secolo trascorrono senza particolari cambiamenti.
Nel 1430 viene eletto Maestro Generale l’armatore Loisio Coppola di Scala.
L’anno successivo, nel 1431, il Vescovo di Spoleto, Monsignor Lotto Sardi, consegna al Maestro Generale una lettera ufficiale del Papa, nella quale il Pontefice invita Loisio Coppola a «mettere in opera l’ardita missione che tanto può apportare alla Romana Chiesa».
Coppola riceve inoltre la visita dell’Abate benedettino Pietro Rosazio, il quale gli comunica «l’intenzione del Pontefice di allargare la Parola di Cristo».
Della missione affidata dal Papa al Maestro Generale si conosce tuttavia molto poco, poiché l’intera operazione rimane avvolta nel massimo riserbo.
Coppola viene quindi nominato Maestro Portolano di Terra e di Mare e, affiancato dai propri Cavalieri, intraprende numerosi viaggi verso i «mari occidentali, con le navi che portavano la Croce rossa sul pennone di poppa».
Nel 1434, improvvisamente e senza un apparente motivo, Loisio Coppola viene destituito dall’incarico di Maestro Generale.
In realtà, egli deve intraprendere un lungo viaggio attraverso l’Oceano Atlantico, fino a raggiungere le Nuove Terre, ossia l’America del Nord.
Al suo fianco si trova William Sinclair, Barone di Rosslyn, colui che nel 1446 farà edificare la celebre Cappella di Rosslyn.
Nel 1452 una flotta dell’Ordine, riconoscibile dalla croce rossa patente raffigurata sulle vele, salpa da Genova e raggiunge Costantinopoli per contrastare l’avanzata dei Turchi Ottomani.
La spedizione è guidata personalmente da Loisio Coppola e dal Priore del Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri, Giovanni Giustiniani-Longo.
Dei settecento uomini inviati con le navi, soltanto un centinaio fa ritorno nel 1453; lo stesso Giovanni Giustiniani-Longo muore in battaglia.
Nel 1457 l’Abate provenzale di Lérins, André Plaisance, viene eletto Maestro Generale.
Plaisance, già Cellelario di Saint-Honorat a Lérins, ha precedentemente ricoperto la carica di Maestro della Prioria che mantiene ancora la propria sede a Ventenac-Cabardès.
Nel 1463 il Maestro Generale Plaisance convoca a Genova il Gran Consiglio dell’Ordine e rassegna le proprie dimissioni.
Nel 1482 viene eletto Maestro Generale Nicola del Carretto, Signore di Finale Ligure e fratello di Margherita di Tenda, uomo dal carattere audace e impetuoso.
Contrario alla restaurazione del Tribunale dell’Inquisizione, egli prende contatto con alcuni influenti Prelati della Chiesa Gallicana, ossia della Chiesa Cattolica di Francia, affinché si oppongano alle idee inquisitorie dei Domenicani d’Oltralpe.
Nel 1484 Papa Sisto IV muore e viene eletto nuovo Pontefice il genovese Giovanni Battista Cybo, che assume il nome di Innocenzo VIII.
La politica di Papa Innocenzo VIII, caratterizzata da decisioni e successivi ripensamenti, provoca tensioni all’interno dell’Ordine.
Alcune Priorie si mostrano infatti decisamente vicine al Pontefice, mentre altre si oppongono alla politica papalina.
Il Maestro Generale Nicola, vicino al Papa, riceve l’incarico di cogestire, insieme ad alcune famiglie legate al Pontefice, il viaggio di Cristoforo Colombo, Cavaliere del Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri e figlio illegittimo di Innocenzo VIII.
Il viaggio di Colombo deve rappresentare l’ufficializzazione della scoperta di territori che, diversi anni prima, sono già stati visitati dai Cavalieri Bianchi; non a caso, le tre caravelle di Colombo recano sulle vele la croce rossa patente.
Oltre alle carte relative al viaggio di Henry Sinclair, Colombo dispone anche di quelle realizzate da Loisio Coppola durante il viaggio del 1435 e delle carte del cartografo fiorentino Paolo dal Pozzo Toscanelli.
Una corrispondenza tra Colombo e il Pontefice dimostra che il Papa non soltanto è a conoscenza della missione, ma che esistono accordi preventivi finalizzati all’approvvigionamento di oro dal continente americano, del quale si conosce la grande ricchezza di tale risorsa, con l’intento di utilizzarlo per finanziare una nuova Crociata destinata alla liberazione del Santo Sepolcro.
Da numerosi documenti rinvenuti emerge inoltre che le risorse finanziarie ricevute da Colombo non provengono esclusivamente dai Re spagnoli, ma anche da banchieri genovesi e fiorentini legati a papa Innocenzo VIII, da fondi spagnoli istituiti per volontà del Papato allo scopo di sostenere la guerra contro i Mori nella Penisola Iberica e da risorse appartenenti all’Ordine.
Il 25 luglio 1492 papa Innocenzo VIII muore e al Soglio Pontificio viene eletto il Cardinale spagnolo Roderic Llançol de Borja, italianizzato in Rodrigo Borgia, che assume il nome di Alessandro VI.
Sulla tomba di papa Innocenzo VIII viene apposta la scritta «Durante il suo Regno la scoperta di un Nuovo Mondo».
Occorre tuttavia osservare che Cristoforo Colombo parte da Palos de la Frontera il 3 agosto 1492, esattamente nove giorni dopo la morte del Pontefice.
Tale circostanza indica che il progetto di rendere finalmente noto il Nuovo Mondo è già stato concordato con Innocenzo VIII.
Colombo parte il 3 agosto 1492, raggiunge l’America, così chiamata in onore della stella merica, il 14 ottobre 1492 e ritorna in Portogallo il 4 marzo 1493.
Nel 1496 viene eletto Maestro Generale proprio Cristoforo Colombo.
L’elezione sorprende tutti, soprattutto papa Alessandro VI, contrario alle idee di Colombo e dell’Ordine.
Come primo atto del proprio Magistero, Colombo trasferisce la sede dell’Ordine in Spagna, a Burgos.
Papa Alessandro VI, nel tentativo di contrastare le aspirazioni del nuovo Maestro Generale, decide di costituire un Ordine Cavalleresco fedele e leale, sottoposto esclusivamente e perpetuamente al Pontefice.
A tale scopo si rivolge al Maestro Generale Vicario Raniero Lascaris, proponendogli la possibilità di trasformare il Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri in un Ordine Pontificio posto al servizio esclusivo del Pontefice e della Santa Sede.
Ventuno Priorie dell’Ordine, corrispondenti a circa quattrocento Cavalieri e sostenute da Papa Alessandro VI, abbandonano il Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri e fondano un nuovo Ordine denominato Ordo Equestris Sancti Sepulchri Hierosolomitani, ossia Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, del quale diviene Gran Maestro lo stesso Pontefice.
Appresa la notizia dell’avvenuto colpo di mano, il Maestro Generale Colombo convoca i vertici dell’Ordine e assume una decisione tanto severa quanto irrevocabile: l’espulsione di Raniero Lascaris dal Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri.
Da questo momento hanno inizio i problemi per il Maestro Generale dell’Ordine.
Nel 1504, anche allo scopo di contrastare l’avanzata dell’Ordo Equestris Sancti Sepulchri Hierosolomitani e in seguito ai contrasti sorti con papa Giulio II, fino a quel momento protettore dell’Ordine, il Gran Consiglio del Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri elimina dalla propria denominazione il termine Venerabilis, assumendo così il nome di Ordo Sancti Sepulchri.
Il 20 maggio 1506 Colombo muore a Valladolid.
Per l’Ordine si apre una fase particolarmente difficile e viene deciso di attendere alcuni mesi prima di procedere all’elezione del nuovo Maestro Generale.
Il XVI e il XVII secolo
Dopo oltre sei mesi di incontri, riunioni e Capitoli, nel 1507, quale contromossa volta ad arginare il potere dell’Ordine papalino, viene eletto Maestro Generale dell’Ordo Sancti Sepulchri il grande Leonardo da Vinci, entrato nell’Ordine nel 1485 presso l’Abbazia di Chiaravalle, a Milano.
Il Maestro Generale Leonardo trasferisce quindi la sede dell’Ordine da Burgos a Milano.
Nel 1511, in seguito alle dimissioni di Leonardo da Vinci, assume la Maestranza Generale dell’Ordine l’Abate Franz von Gaisberg, Principe del Principato abbaziale cistercense di Sankt Gallen, San Gallo, in Svizzera.
Egli trasferisce ancora una volta la sede dell’Ordine, stabilendola a San Gallo.
Per tutto il XVI secolo l’Ordine subisce numerose defezioni e perde progressivamente lo smalto e il fascino che lo avevano contraddistinto nei secoli precedenti.
Per risorgere ancora una volta, l’Ordine necessita di nuovi stimoli e di nuovi orizzonti; tuttavia, i Maestri Generali successivi a Colombo non possiedono la forza necessaria per reagire efficacemente alla situazione.
Nel 1611 il Gran Consiglio si rende conto della necessità di assumere una decisione importante, capace di riportare l’Ordine agli antichi fasti.
Viene pertanto convocato il Capitolo Generale a Tavole di Prelà, nei pressi di Imperia. Dopo alcuni giorni di riunioni e consultazioni, viene eletto al Magistero Generale il ventenne César Barcillon de Saint Paul, nato nel 1591, futuro Abate del Monastero di Lérins e Priore di Roquefort e Saorge.
La scelta appare certamente drastica, poiché mai prima di allora un Cavaliere così giovane viene chiamato a dirigere l’Ordine.
Tuttavia, le qualità di César risultano così evidenti che la sua elezione viene approvata quasi all’unanimità.
César modifica la denominazione dell’Ordine in Venerabilis Equester Ordo Sacri Principatus Sancti Sepulchri e trasferisce la Sede da San Gallo a Carcassonne, nella regione della Linguadoca, in Francia.
Il nuovo Maestro Generale intende riportare l’Ordine agli antichi fasti e, in tale prospettiva, lo scontro diretto con le parti interessate, in particolare la Chiesa e la Francia, diviene inevitabile.
L’Ordine riacquista progressivamente grande prestigio e, durante la Maestranza Generale di César, entrano a farne parte numerosi personaggi di spicco.
Tra questi, quello destinato ad assumere maggiore importanza per il futuro dell’Ordine è Galileo Galilei.
César affida a Galilei il compito di costituire un gruppo scelto di membri dell’Ordine, composto esclusivamente da scienziati, artisti e filosofi di chiara fama.
Nasce così il gruppo degli «Illuminati», da non confondere con i cosiddetti «Illuminati di Baviera», fondati a Ingolstadt, in Germania, il 1º maggio 1776 da Johann Adam Weishaupt e caratterizzati da una ben diversa matrice politico-esoterica.
Il primo responsabile del nuovo gruppo è lo stesso Galileo Galilei.
Galileo propone al Maestro Generale di adottare, quale motto del gruppo, una frase tratta dal Vangelo di San Giovanni, 8,32: «Veritas Vos Liberabit» («La verità vi renderà liberi»).
La proposta incontra il favore del Maestro Generale Cesario e dell’intero Gran Consiglio dell’Ordine.

