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giovedì, Ottobre 1, 2020

LEGITTIMITÀ - Le Bolle Papali

La legittimità del Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis – V.E.O.S.P.S.S. si desume dai numerosi riconoscimenti che, nel corso dei secoli, hanno accompagnato l’esistenza dei Templari.
In particolare, è bene ricordare i seguenti riconoscimenti:

Bolla Omne Datum Optimum

Nel 1139, Papa Innocenzo II, al secolo Gregorio Papareschi, promulga la Bolla “Omne Datum Optimum”. La Bolla è di vitale importanza per l’Ordine in quanto ne sancisce la totale indipendenza del proprio operato e lo esenta dal pagamento di tasse e  gabelle.  Questa Bolla porta all’Ordine un’importanza notevole nella Chiesa. Questa decisione viene presa dalla Chiesa solo dopo aver sancito le condizioni per poter entrare nell’Ordine; esse sono molto dure allo scopo anche di provare se vi è nel postulante una reale e vera vocazione. Queste condizioni, oltre che a spogliare l’aspirante Cavaliere di ogni bene materiale, dopo un percorso di vita spirituale di tipo monastico, culminano con l’entrata nell’Ordine, in cui bisogna professare i voti di povertà, castità ed obbedienza. Nella Bolla si evidenzia chiaramente come la Chiesa, nella persona del Pontefice, possa esercitare esclusivamente un ruolo di tutela e protezione dell’Ordine e dei suoi beni, non certo di supremazia su di esso: “Si stabilisce che la casa o il Tempio in cui dimorate, a lode e gloria di Dio e per la difesa dei suoi fedeli, ed anche per la liberazione della Chiesa di Dio, con tutti i beni e possedimenti che risulta legittimamente possedere al momento attuale o acquisiti in futuro, attraverso concessioni dei vescovi, la generosità di re e principi, donazioni di fedeli o in qualsiasi altro modo, con l’aiuto di Dio, possa acquisire, è posto sotto la tutela e la protezione della Sede Apostolica per tutti i tempi a venire”. La Bolla dichiara, inoltre, in modo chiaro e inequivocabile, l’assoluta e totale indipendenza dell’Ordine da qualsiasi autorità ecclesiastica (anche il Papa) o laica: “… proibiamo e vietiamo in tutti i modi possibili che nessun ecclesiastico o laico osi esigere dal maestro, dai fratelli e dalla loro istituzione, qualsiasi fedeltà, omaggio, giuramenti o altre           forme di sottomissione spesso utilizzate dai secolari. Allo stesso tempo stabiliamo che, dal momento che la vostra sacra istituzione e la sacra milizia sono state volute dalla divina provvidenza, non è consentito modificare il vostro assetto con il pretesto di una vita più religiosa; perché Dio, che è in realtà immutabile ed eterno, non approva il cuore incostante, ma vuole piuttosto che attuiate il sacro piano che vi siete proposto, in tutto e per tutto” Il Privilegio “Omne Datum Optimum” costituisce per l’Ordine l’atto ufficiale più importante. Infatti, grazie a questa Bolla, l’Ordine viene dotato di strumenti giuridici atti a rafforzare la propria struttura organizzativa, resa libera da qualunque tipo di vincolo di sudditanza, tipico dell’epoca. Essendo promulgata “in nome di Dio” (“Ogni ricompensa ottima e ogni bene perfetto viene dall’alto, discendendo dal Padre della Luce,..”), la Bolla non può essere modificata da nessun altro Pontefice.

Bolla Milites Templi

Il 9 gennaio 1144, Papa Celestino II promulga il privilegio “Milites Templi”. Con questa Bolla viene imposto al clero di assicurare protezione e sostegno ai Cavalieri dell’Ordine, ai fedeli vengono promesse speciali indulgenze per le donazioni fatte all’Ordine ed ai Cavalieri è concesso di poter effettuare nelle loro Chiese, una volta l’anno, questue e raccolte di denaro da destinare alla loro causa.

Bolla Militia Dei

Il 7 aprile 1145, Papa Eugenio III promulga l’ulteriore privilegio denominato “Militia Dei”, con il quale vengono confermate le prerogative concesse dai Papi precedenti in materia di autonomia dal clero ecclesiastico e secolare, di raccolta di decime, di edificazione di cappelle religiose e di realizzazione, nelle aree di pertinenza, di cimiteri per i confratelli. Con questa Bolla, inoltre, la protezione apostolica concessa precedentemente a favore dei Cavalieri viene estesa anche ai loro familiari, al personale dipendente dalle loro case ed ai beni da questi posseduti.

Bolla Dignum esse conspicimus

L’8 giugno 1265 (pochi mesi dopo la sua elezione, avvenuta il 5 febbraio 1265) Papa Clemente IV promulga la Bolla “Dignum esse conspicimus”, con la quale proibisce a tutti gli ecclesiastici di porre sotto processo un Templare e di pronunciare ogni e qualsiasi sentenza di scomunica o di interdizione contro di lui.

Bolla Incarnationis mysterium

Il 12 marzo 2000, San Giovanni Paolo II, allora Pontefice, promulga la Bolla “Incarnationis Mysterium”, volta a chiedere perdono per i peccati passati e presenti commessi dalla Chiesa e dal popolo di Dio. Durante la Santa Messa del 12 marzo 2000, Giovanni Paolo II, riprendendo un passo fondamentale della Bolla dice: “Dinanzi a Cristo che, per amore, si è addossato le nostre iniquità, siamo tutti invitati ad un profondo esame di coscienza.  Uno degli elementi caratteristici del Grande Giubileo sta in ciò che ho qualificato come Purificazione della memoria.  Come Successore di Pietro, ho chiesto che in questo anno di misericordia la Chiesa, forte della santità che riceve dal suo Signore, si inginocchi dinanzi a Dio ed implori il perdono per i peccati passati e presenti dei suoi figli”. La Bolla suscita nella Comunità ecclesiale un’approfondita e proficua riflessione, che porta alla pubblicazione, nei giorni seguenti, di un documento della Commissione Teologica Internazionale, intitolato “Memoria e riconciliazione: la Chiesa e le colpe del passato”. Nel documento si legge: “Chiediamo perdono per le divisioni che sono intervenute tra i cristiani, per l’uso della violenza che alcuni di essi hanno fatto nel servizio alla verità”.
È evidente che nella richiesta di perdono di Giovanni Paolo II e della Commissione Teologica Internazionale rientrano anche i Templari. Infatti, non a caso, nel settembre del 2001 la giornalista e scrittrice Barbara Frale ritrova nell’Archivio segreto del Vaticano la famosa “Pergamena di Chinon”, nella quale si leggono gli atti del processo subito dai vertici Templari e la loro piena assoluzione da parte della Chiesa.

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