Il 28 ottobre, l’Ordine Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis – V.E.O.S.P.S.S. ha inviato una lettera raccomandata a Papa Francesco, nella quale chiedeva, per la terza volta, la scomunica latae sententiae per i pedofili, religiosi e laici, condannati in via definitiva.
In questa terza raccomandata, però, l’Ordine ha allegato anche 1082 firme a sostegno di quanto richiesto.
In data 4 novembre, la Santa Sede ha ricevuto la lettera, la quale è stata protocollata dalla Segreteria di Stato – Sezione Affari Generali.
La Sezione Affari Generali della Segreteria di Stato è una sorta di ministero per gli affari interni, si occupa della direzione e del coordinamento di tutti gli uffici della Santa Sede; infatti, custodisce il Sigillo papale (con cui vengono autenticati gli atti più importanti del pontefice) e l’anello piscatorio (con cui vengono sigillati i brevi).
È posta sotto la direzione del sostituto per gli affari generali, attualmente l’Arcivescovo Mons. Edgar Peña Parra.
Ora che la lettera è giunta in Vaticano, a Papa Francesco non resta che leggere e… scomunicare i pedofili.
“Speriamo che questa volta il Santo Padre emetta il decreto di scomunica latae sententiae nei confronti dei pedofili, religiosi e laici, condannati in via definitiva. -commenta il Gran Priore dell’Ordine- È la terza volta che scriviamo al Papa e questa volta abbiamo allegato ben 1082 firme a sostegno della nostra richiesta. Se anche questa volta dovessimo riscontare l’assoluta indifferenza del Papa, dovremmo purtroppo concludere che il Pontefice non ha la volontà di agire religiosamente contro i pedofili. A questo punto ognuno tragga le proprie conclusioni”.











