Vallecrosia, 21/03/2025. Venerdì 21 marzo, in Piazza Erio Tripodi, è stata ufficialmente inaugurata la Panchina del Dialogo Interculturale e Interreligioso, alla presenza del Sindaco facente funzioni, Marilena Piardi, della Giunta comunale, dei Consiglieri, degli Alpini, della Croce Azzurra – Misericordia, della Polizia Locale, della Protezione Civile e della cittadinanza.
«La diversità è un valore. Ognuno di noi deve essere consapevole e orgoglioso delle proprie origini, ed è proprio da questa consapevolezza che nasce il dialogo» – ha dichiarato Riccardo Bonsi, Gran Priore dell’Ordine. – «Un mondo con un’unica cultura sarebbe terribile e noioso. Il dialogo ci permette di apprezzare e farci apprezzare, ma deve basarsi su due condizioni fondamentali: il rispetto delle regole e il rispetto reciproco. Se anche solo uno di questi elementi manca, il dialogo non può esistere. Questo è il nostro principio: abbiamo sempre rispettato e sempre preteso rispetto».
«L’Ordine, in sintonia con l’Alto Commissariato per il dialogo interculturale e interreligioso, sottolinea e promuove l’importanza del confronto come veicolo essenziale per la comprensione reciproca e la promozione dell’armonia sociale. – sottolinea il Segretario Generale Antonio Awana Gana Costantini Picardi – La scelta di collocare queste panchine nei comuni è sostenuta dall’impegno dell’Ordine nell’incoraggiare il dialogo a livello locale, creando spazi visibili e accessibili che fungano da simboli concreti dell’apertura e della tolleranza»
Al termine della cerimonia, il Gran Priore ha consegnato al Comune di Vallecrosia un diploma firmato dal Presidente dell’Alto Commissariato per il Dialogo Interculturale e Interreligioso, Adeeb Jawad Joudeh Al Husseini che, per diritto ereditario dal 1187, custodisce le chiavi della Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme e il sacro sigillo del Sepolcro di Gesù Cristo.
Intervenuto all’inaugurazione anche il Senatore della Repubblica Gianni Berrino: «La panchina rappresenta un simbolo importante in questi momenti storici, particolari, complicati e pericolosi, che pongono tutti noi davanti alla necessità di fare qualcosa di nuovo che, per funzionare, necessita della volontà di tutti. Non basta dire “Io ci sono”, per parlare bisogna essere in due e mettersi alla pari».