“Una particella minuscola, tanto piccola da non essere vista a occhio nudo.
Una particella chiamata SARS-CoV-2, un nome sterile, freddo, eppure capace di mettere in ginocchio l’umanità, di mietere migliaia e migliaia di vittime, di svegliarci improvvisamente.
Un risveglio brusco, impietoso che ci riporta con i piedi per terra.
Il nostro delirio di onnipotenza, la nostra convinzione di potercela fare da soli, il nostro sentirsi dei: tutto spazzato via in un attimo, tutto finito.
I nostri impegni, la nostra frenesia, in nostro sentirci supereroi grazie a una super tecnologia che ci ha incredibilmente avvicinati e, paradossalmente, incredibilmente allontanati: tutto spazzato via in un attimo, tutto finito.
Improvvisamente siamo rimasti soli, siamo caduti e non siamo più riusciti a rialzarci: tutti Lo abbiamo in qualche maniera dimenticato, troppo presi dal politically correct, dal non offendere l’altro, dal non toccare la nostra suscettibilità.
Perché si sa, un supereroe è sempre pronto a difendere il prossimo, ma è anche molto suscettibile, tronfio della sua forza e della sua imbattibilità.
Ognuno di noi, da vero supereroe, non ha avuto tempo per Lui, nemmeno il suo rappresentante sulla terra, ci siamo abituati a non pronunciarlo, a fare a meno di Lui.
Eppure, è bastato quel piccolissimo, invisibile virus per svegliarci dal nostro sogno, un sogno che ormai stava tramutandosi in incubo.
Il Papa lo ha capito e ieri ha ripreso il suo ruolo di tramite tra uomo e Dio, ieri ci ha detto, alzando il Santissimo Sacramento, senza parlare, ma con un silenzio che urlava dentro di noi fino ad assordarci, che Dio c’è e ci perdona.
Ieri il Papa era simbolicamente solo, l’unica presenza in cielo, un’immagine confusa e luminosa, ma che ha ricordato a tutti la Madre di Cristo.
Dio ci ha perdonati perché noi abbiamo peccato di superbia, di mania di grandezza, di onnipotenza; noi ci credevamo dei, ma ora abbiamo capito che siamo solo uomini, nient’altro che uomini.
Chiediamo scusa a Dio, parliamo direttamente con lui, e facciamo tesoro di questo terribile errore.
Dio ci ha perdonato e se tutti noi sapremo riportare il nostro cuore, la nostra anima, la nostra fede al centro della nostra vita, Dio ci salverà, la pandemia diminuirà, le cure e i vaccini arriveranno e torneremo finalmente liberi.
Però ricordiamolo sempre, negli anni a venire: esisteremo ancora perché Dio ci ha perdonati e ci ha salvati.
Noi siamo solo uomini, nient’altro che uomini”.
Il Gran Priore del
Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis
V.E.O.S.P.S.S. – MCXVIII
Fra Riccardo Bonsi











