Dopo la lettera aperta inviata all’ONU, al Parlamento Europeo ed agli Stati Cristiani del Mondo per proporre una soluzione al fenomeno dilagante del terrorismo islamico, ora l’Ordine templare si occupa del grande problema dell’immigrazione dei profughi in Europa.
E lo fa inviando una petizione ufficiale al Parlamento Europeo e scrivendo agli Stati Europei proponendo una soluzione che favorisca l’integrazione dei profughi e renda più semplice la gestione degli stessi.
Gli Stati Europei devono istituire una “tavola rotonda” di cooperazione e chiedere l’intervento immediato di quegli Stati, come Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Turchia, che possano favorire l’integrazione dei profughi immigrati di religione islamica.
Infatti, gli Stati sopra indicati soddisfano i parametri indicati dall’Ordine, ossia:
– Rapida possibilità di integrazione sociale su base linguistica, culturale e religiosa.
– Necessità di manodopera.
– Disponibilità economica.
– Disponibilità territoriale.
Questi Stati dovranno farsi carico di accogliere tutti i profughi di religione islamica, mentre l’Europa continuerà ad accogliere i profughi di religione cristiana.
Questa nuova “coalizione” di Stati favorirà l’integrazione di tutti i profughi immigrati, decongestionando gli afflussi degli stessi e rendendo molto più rapida la loro gestione.
Una soluzione veramente semplice (strano che sino ad ora l’Europa non si sia attivata in tal senso) e realizzabile in breve tempo.
Speriamo che il Parlamento Europeo e gli Stati Europei si attivino velocemente in tal senso; -dice il Gran Priore Fra Riccardo Bonsi- è una soluzione facilmente realizzabile che potrebbe risolvere il problema dell’immigrazione dei profughi in Europa. Si tratta di far sedere attorno ad un tavolo di discussione Stati altamente civili. Vogliamo sperare che Stati come Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Turchia, non si oppongano a questa richiesta di collaborazione, anche perché, in tal caso, l’Europa dovrebbe rivedere le varie posizioni di cooperazione economico-politica che intercorrono tra i vari Stati d’Europa e questi Stati islamici”.

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