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lunedì, Settembre 21, 2020

Jacques de Molay e il processo contro il Tempio

Dal 1147 al 1314

Nel 1292, assunse il Magistero Generale il Maresciallo dell’Ordine, Jacques de Molay.
Nel 1298, De Molay portò la Sede Magistrale dell’Ordine a Parigi.
Nel 1305, de Molay rifiutò di aderire al progetto di Papa Clemente V (al secolo Bertrand de Gouth) di unificare gli Ordini Religiosi Militari e di sollecitare una nuova Crociata, ma la sua decisione avrà pesantissime conseguenze per l’avvenire dell’Ordine del Tempio; infatti, da anni la Corona di Francia e la Tiara di Roma si scontravano per il predominio sulla cristianità.
Il Re francese, in particolare, voleva mettere sotto il suo controllo il patrimonio che i Templari avevano in Francia; per riuscire nel suo intento, il Re nominò Guardasigilli Guillaume de Nogaret, il capo degli avvocati del Consiglio di Francia, il quale condivideva in pieno le aspirazioni del Re francese.
Nel giugno del 1307, Jacopo da Moncucco, Luogotenente dell’Ordine per l’Italia, si trovò a Poitiers come Cubiculario di Clemente V.
Quattro mesi dopo, all’alba di venerdì 13 ottobre 1307, il Maestro Generale Jacques de Molay venne fatto arrestare dal Cancelliere del Re, Guillaume de Nogaret, all’interno del Tempio, alle porte di Parigi, insieme ad altri centotrentasette Cavalieri, con i principali dignitari dell’Ordine.
Alcuni giorni prima, Jacopo da Moncucco, avvertito per tempo da alcuni suoi informatori delle intenzioni del Re di Francia, aveva iniziato il piano di salvataggio dell’Ordine.
Nella notte tra il 12 e il 13 ottobre, prima dell’arresto di massa, in gran segreto, diciotto galee partirono da Parigi, navigarono lungo la Senna e, giunte presso Le Havre, presero il mare, dirette a La Rochelle, dove aveva sede la più grande flotta dell’Ordine; le galee portarono in salvo il Tesoro, i documenti e le Reliquie più preziose dell’Ordine.
Al salvataggio dei beni dell’Ordine partecipò direttamente Jacopo da Moncucco; non potendo navigare utilizzando la classica croce rossa patente, Jacopo da Moncucco ordinò di utilizzare un simbolo che, più di ogni altro, rappresentava, spiritualmente ed esotericamente, l’Ordine: due tibie incrociate sormontate da un teschio, bianchi, su fondo nero.
Nacque così il famoso Jolly Roger che, da quel momento, diventò il simbolo di battaglia dell’Ordine.
Con l’arresto di Jacques de Molay, la caccia ai Cavalieri della Paupera Militia Christi ebbe inizio: molti vennero arrestati, qualcuno riuscì a scappare.
Il 16 ottobre, Filippo IV scrisse una lettera a tutti i Sovrani della cristianità, informandoli dell’accaduto ed invitandoli a seguire il suo esempio; iniziò una vera e propria persecuzione nei confronti non solo dei Cavalieri del Tempio, ma anche di tutti i famigliari e di tutti coloro che ad essi erano correlati (scudieri, stallieri, cuochi, ecc.).
Nel febbraio 1308, Papa Clemente V, annullò i poteri degli inquisitori francesi e istituì una commissione d’inchiesta imparziale; il Papa inviò Cardinali e Vescovi in tutta la Francia per interrogare i Templari reclusi.
In particolare, a Chinon il Papa inviò tre Cardinali fidatissimi, Berengar Frédol, Etienne de Suisy e Landolfo Brancaccio, al fine di interrogare i Dignitari dell’Ordine; Egli stesso ascoltò personalmente i Dignitari dell’Ordine.
Il 17 agosto iniziò il processo ai Dignitari dell’Ordine che terminò il 20 agosto con l’assoluzione degli stessi.
L’atto originale dell’udienza di Chinon è stato ritrovato nel settembre del 2001 in un fondo dell’Archivio Segreto Vaticano da una studiosa, Barbara Frale, provocando il completo ribaltamento della situazione giuridica del Tempio secondo il diritto canonico.
L’udienza di Chinon, conclusa il 20 agosto 1308, vide l’assoluzione dello Stato Maggiore del Tempio dall’accusa di eresia e la sua reintegrazione nella comunione cattolica.
Il 16 ottobre 1311 si aprì, nella Cattedrale di Saint Maurice, il Concilio di Vienne, con tre precisi obiettivi: determinare il destino dell’Ordine del Tempio, discutere la riforma della Chiesa ed organizzare una nuova Crociata.
Poiché il Concilio sembrava volgere a favore dei Cavalieri del Tempio, il 20 marzo 1312 Filippo, insieme alla sua Famiglia ed ai soldati, giunse a Vienne per fare pressione su Clemente V, riuscendo nell’intento; infatti, il 3 aprile 1312 Clemente V, nella Cattedrale di San Maurizio, seduto tra il Re di Francia, Filippo il Bello, e il di lui figlio, Luigi di Navarra, lesse la Bolla Vox in excelso: l’Ordine del Tempio venne sospeso “non con sentenza definitiva, non di diritto, ma in via provvisoria, per precauzione” a causa di “infamia, sospetto, insinuazioni e altre cose…che sono state riportate contro l’Ordine”.
Ancora, con Bolla Ad Providam Christi Vicarii del 2 maggio 1312 le proprietà e i beni del Tempio furono trasferiti all’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme.
Il 18 marzo 1314 Filippo decretò che il Maestro Generale Jacques de Molay e il Maestro di Normandia Geoffroy de Charnay, a causa della loro eresia, dovevano essere condannati al rogo; il rogo dei due Dignitari venne eseguito quella stessa sera in una piccola isola della Senna, vicino all’attuale giardino di Vert-Galant.

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