STORIA

Sacra Sindone

LE ORIGINI DELL’ORDINE E CASTRUM DE SEPULCHRO

Nell'anno 820 il Papa Pasquale I° (elevato al Soglio Pontificio nell’anno 817) e l’Imperatore Ludovico I affidano, congiuntamente, a Claudio Clemente, Vescovo di Torino (che già dirigeva la Marca delle Alpi e quella di Susa) la Marca del Mare, come si evince dai “Capitula de Espeditione Corsica” scritti dall’Imperatore Ludovico I, creando la Marca delle Alpi Marittime.
Con tale decisione l’Imperatore Ludovico I intende assicurare all'Impero ed al Papato la zona di Ventimiglia,  organizzando e guidando la difesa contro le scorrerie di Saraceni, Vichinghi e bande armate di ogni provenienza.
Nell’829 l'imperatore Ludovico I convoca ben quattro concili, a Magonza, a Parigi, a Lione e a Tolosa, sollecitato dai consiglieri ecclesiastici fedeli a  Roma, per combattere l'iconoclastia, ma con poco convincimento.
Intanto in Castrum de Sepulchro, un piccolo Paese dell’arco celtico pallantiano, nell’entroterra ligure di ponente, oggi denominato Seborga, da anni si vocifera di una particolarissima Reliquia  della quale non si può e non si deve parlare, perché la sua conoscenza porterebbe ad una crisi irrimediabile della cristianità.
Claudio, che sa di che cosa si tratta, suggerisce a Ludovico I la soluzione per tutelare la Reliquia, ossia creare  un vero e proprio “Regno”, in modo da garantirgli l'assoluta autonomia politica e religiosa, “tam in temporalibus quam in spiritualibus” (Tanto a livello temporale quanto a livello spirituale).
Ludovico I, in qualità di Imperatore e, quindi, l’unico ad averne facoltà,  divide il proprio Impero in due parti estremamente sproporzionate, una  immensa e l'altra piccolissima: questa è costituita da Castrum de Sepulchro.
Infatti, nella creazione del piccolo “Impero” si legge: “et Castrum de Sepulchro cum mero et libero imperio, cum eius abitatoribus et eius terrae”.
Il nuovo territorio viene affidato al Vescovo Claudio Clemente, il quale assume il titolo di Custode di Castrum de Sepulchro, titolo che gli da diritto anche a quello di Marchio e Princeps: Marchio, in quanto Presidente della Marca delle Alpi Marittime e Princeps, in quanto capo del nuovo “Principato”.
Mentre il titolo di Marchio si tramanderà in linea ereditaria con il Vescovo Claudio, il titolo di Princeps si tramanderà in perpetuo, ma non avrà mai alcun carattere nobiliare e non sarà trasmissibile in linea ereditaria, essendo del tutto assimilabile al titolo di Principe spettante ai Cardinali.
Con la nascita di questo nuovo, seppure atipico, Principato, la Sacra Reliquia è al sicuro.
Da questo momento in poi, nessuno potrà comandare su Castrum de Sepulchro se non sarà eletto dai suoi “custodi”.
Infatti, l’elezione del Principe sarà affidata non agli abitanti del Castrum, ma al gruppo dei Custodi della Sacra Reliquia, ossia il gruppo creato da Claudio Clemente, costituito da otto Dignitari.
Del resto, nel Medioevo il popolo è privo di qualsiasi potere e diritto.
I Custodi della Sacra Reliquia, pertanto, rappresentano il gruppo che, oltre ad avere un’elevata spiritualità, ha anche un buon livello culturale.
Non conosciamo le modalità effettive di scelta e di ammissione al gruppo del Custodi, ma certamente cultura e spiritualità sono due caratteristiche imprescindibili.
Per questo motivo è giusto pensare che i primi Custodi, tranne qualche eccezione, siano scelti tra i famigliari di Claudio Clemente o tra i suoi stretti collaboratori o tra i membri del Clero, non certo tra gli abitanti di Castrum de Sepulchro.
Nell’831, Claudio Clemente affida ai Custodi della Sacra Reliquia l’Eremo di S. Giusta, già abitato da una comunità monastica sin dal 137 d.C. circa.
Il gruppo, fondendosi con i monaci già presenti, dà vita, nello stesso anno, ad un Ordine vero e proprio, quello dei “Custodi della Sacra Reliquia”, che ha dunque nel Principe Claudio Clemente il primo Maestro Generale.
Per avere la certezza della sopravvivenza e della difesa della Sacra Reliquia, Ludovico I esclude categoricamente l'ereditarietà dell'Imperio su Seborga, il cui Principe  verrà quindi eletto esclusivamente dai Custodi e tra i Custodi.
Nell’839 il primo Principe di Seborga, Claudio Clemente, muore.
Nello stesso anno, Antonio, figlio primogenito di Claudio Clemente e Maestro Generale dei Custodi della Sacra Reliquia, viene eletto secondo Principe di Castrum de Sepulchro.
Nell’850, il Principe Antonio muore e viene eletto Principe di Castrum de Sepulchro, Bonifacio, secondogenito di Claudio Clemente, Fratello di Antonio e Maestro Generale dei Custodi.
Nell’880, il Principe Bonifacio muore ed i Custodi eleggono nuovo Principe di Castrum de Sepulchro il loro Maestro Generale, Anscario, nobile franco, il quale, nell’891, assume anche il titolo di primo Marchese di Ivrea, dando origine alla dinastia degli Anscarici.
Nel 901, il Principe Anscario I muore e i Custodi della Sacra Reliquia decidono di eleggere il Maestro Generale Ugo di Provenza.
Nel 932, a causa dei pressanti impegni politici, Ugo di Provenza lascia la carica di Principe di Castrum de Sepulchro.
Sempre nello stesso anno, i Custodi della Sacra Reliquia eleggono Principe di Seborga Curlo Targa Nigra, il quale lascerà il Titolo nel 954, dopo la donazione del feudo di Castrum de Sepulchro ai monaci lerinensi da parte del Conte Guido di Ventimiglia.

DAL TESTAMENTO DEL MARCHESE GUIDO AI MONACI DI ORVAL E L’ARRIVO IN CASTRUM DE SEPULCHRO

Nel 954, il Marchese Guido, detto Guidone, Conte di Ventimiglia, discendente quindi del Vescovo-Conte Claudio Clemente, in partenza per una  spedizione contro i Saraceni, dona, con atto testamentario, alla presenza di dodici testimoni, all’Abate Albert ed ai Monaci dell'Abbazia di Sant'Onorato dell'isola di Lerino, il Castrum de Sepulchro e la chiesa di San Michele di Ventimiglia, con ampio territorio annesso.
Il testamento/donazione del Conte Guido viene stipulato in Aperic (l’odierna Varigotti), il 15 Marzo 954, dinanzi al capitolo formato da 12 persone, tra le quali vi è il Principe di Castrum de Sepulchro, Curlo Targa Nigra.
L’Abate Albert, che nel frattempo è entrato nel gruppo dei Custodi della Sacra Reliquia, diventandone Maestro Generale, viene eletto, nello stesso anno, Principe di Castrum de Sepulchro, in seguito alle dimissioni di Curlo Targa Nigra.
Nonostante il passaggio di proprietà del Feudo, il ruolo di Principe resta comunque prerogativa esclusiva dei Custodi della Sacra Reliquia.
Nel 980 muore il Principe Abate Albert ed al suo posto viene eletto l’Abate Mayeul de Forcalquier, Maestro Generale dei Custodi della Sacra Reliquia, il quale diventa il nuovo Principe di Seborga.
Alla morte di Mayeul, avvenuta nel 994, viene nominato Principe, nello stesso anno, il Custode Maestro Generale Odilon de Mercoeur, Abate di Cluny e di Lerino.
Sotto di lui Castrum de Sepulchro diventa famoso e meta di molti monaci.
Nel 1049, morto Odilon, diventa Principe il Custode Maestro Generale Aldebert I di Lerino, Abate del monastero di Sant’Onorato.
Nel 1070, secondo gli annali di Trier (Treviri), alcuni Monaci Benedettini provenienti dalla Calabria, stanchi delle guerre che affliggevano l’Italia,  lasciano il loro convento e decidono di cercare un riparo lontano dalla loro terra.
Con loro vi è anche Pierre d’Amiens, conosciuto anche come Pietro l’Eremita.
Giungono in Germania, dove l’Arcivescovo di Treviri, in Germania, li indirizza verso le Ardenne, che fanno parte della sua immensa diocesi.
Il Signore del feudo di cui faceva parte Orval, il Conte Arnould II de Chiny, li accoglie e gli offre dei territori di sua proprietà, affinché possa nascere la prima Comunità benedettina del Belgio.
I Monaci iniziano la costruzione di una Chiesa e di un Monastero.
Questi Monaci, appartenenti al gruppo di Cristiani denominati Apostolini o Apostoliti, devoti di Giovanni Evangelista, e protetti dalla zia di Godfrey de Bouillon (Goffredo di Buglione), Matilde, Contessa di Toscana, si ricollegano, nella loro struttura organizzativa, al monachesimo del 400 d.C., ossia quello colto di San Basilio il Grande ed alla Laura, il monachesimo che attua il sincretismo tra cenobitismo e isolamento anacoretico.
Nel 1073, i Monaci che abitano l’Eremo di S. Giusta si trasferiscono nel Monastero di Sant’Onorato in Lerino e l’Eremo viene abitato dalla comunità religiosa degli Occitani di Provenza.
Nel 1088, morto Aldebert I, viene eletto dai Custodi della Sacra Reliquia il Confratello Maestro Generale Aldebert II di Lerino quale Principe di Seborga.
Nello stesso anno, alcuni Monaci di Orval, guidati da Pierre d’Amiens, si recano in Castrum de Sepulchro e si insediano nel castello del paese.

I PRIMI CAVALIERI DEL TEMPIO E LA NASCITA DELLA PAUPERA MILITIA CHRISTI

Nel 1099 Godfrey de Bouillon (Goffredo di Buglione), apostolita, discendente della linea merovingia, tramite il bisnonno Hugues de Long  Nez (pronipote di Sigebert VI, duca del Razès), fonda, con alcuni feudatari divenuti condottieri nella I Crociata, i “Chevaliers du Rocher de Sion” (Cavalieri della Rocca Sion).
A Gerusalemme, nello stesso anno, viene nominato primo Maestro Generale dell'Ordine Eustache de Bouillon, fratello di Godfrey; Eustache viene eletto grazie ai voti di Godfrey de Bouillon, Hugues de Payns, André de Montbard, Hugues de Champagne e Pierre l'Ermite.
Nel 1103, nel Castrum de Sepulchro, muore il Princeps Aldebert II e i Custodi della Sacra Reliquia eleggono, quale Principe, il Maestro Generale ed Abate di Lerino Pierre I, il quale si disinteressa al Principato, creando un grande malcontento tra i Custodi stessi.
Nel 1108, in Palestina, alcuni Cavalieri della Rocca di Sion, capitanati da Hugues de Champagne, decidono di mutare il nome dell'Ordine in “Chevaliers du Temple de Jerusalem” (“Cavalieri del Tempio di Gerusalemme”), lasciando sempre come Maestro Generale Eustache III de Bouillon.
Nel 1110, i Monaci dell’Abbazia di Orval, quarant'anni dopo la fondazione del Monastero, a causa della morte del conte Arnould II de Chiny (avvenuta nel 1106), si recano in Castrum de Sepulchro e raggiungono, nel Castello del paese, i loro Fratelli giunti in Seborga ventidue anni prima, ossia nel 1088.
Nello stesso anno, dopo aver sopportato per sette anni l’inettitudine del Principe Pierre I, i Custodi della Sacra Reliquia, alla sua morte, eleggono Principe di Seborga il Confratello Edouard, Maestro Generale dei Custodi della Sacra Reliquia, ma estraneo al Monastero di Sant’Onorato.
Il Principato riacquista maggior indipendenza, si ampliano i confini e sorgono nuovi edifici.
Nel 1118 in Castrum Sancti Sepulchri (Seborga), alla presenza del Principe Edouard e dello stesso Bernard de Clairvaux (San Bernardo di Chiaravalle), otto Cavalieri del Tempio di Gerusalemme, Hugues de Payns, Godfrey de Saint Omer, André de Montbard (zio di San Bernardo), Archambaud de Saint-Aignan,  Nivar  de  Mondidier,  Geoffroy  Bisol,  Gondemar  de  Savignac  e  Rossal Timbaud, mutano il nome dell'Ordre des Chevaliers du Temple de Jerusalem in “Paupera Militia Christi” e viene nominato Maestro Generale Hugues de Payns.
I Cavalieri della Paupera Militia Christi indossano il saio bianco dei monaci cistercensi con il mantello, anch’esso di colore bianco: per questo motivo saranno sempre conosciuti con l’appellativo di Cavalieri Bianchi.
Nel 1126 il Signore di Hugues de Payns, il Conte Hugues di Champagne, compie il suo terzo pellegrinaggio in Terrasanta ed entra a far parte dell’Ordine, abbandonando le sue proprietà in Francia.
Nel 1127 ritorna in Francia quale inviato del Re insieme ad altri cinque Cavalieri dell’Ordine e a diversi religiosi per far conoscere la Paupera Militia Christi, reclutare nuovi adepti e combattenti per la Terra Santa e dare all'Ordine una regola approvata dagli ecclesiastici.
Sempre nel 1127, presso l'Ulivo delle Anime, in Castrum de Sepulchro, avviene il giuramento che sancisce l'unione fra i Catari “Cagot” (Costruttori Architetti del Gotico) ed i Cavalieri cistercensi; davanti al Gran Sacerdote cataro Johan de Usson ed all'Abate Bernard de Clairvaux, Hugues de Payns ed alcuni  suoi Cavalieri giurano di mantenere il “Grande Segreto”.
Johan de Usson entrerà, nel 1140, nella Paupera Militia Christi (raggiungendo il grado di Precettore) e morirà in Seborga nel 1160, dove verrà sepolto.
Nel 1128, durante il Concilio di Troyes, Papa Onorio II approva la prima Regola dell'Ordine, mentre, sempre durante il Concilio, i Cavalieri adottano il motto ”Non nobis Domine, non nobis, sed nomini Tuo da gloriam” (“Non a noi Signore, non a noi, ma al nome Tuo dà gloria”).
Il motto deriva dall’incipit del Salmo 115 del Libro dei Salmi della Bibbia (Antico Testamento).
Nel 1135 l'Abate Bernard de Clairvaux termina di scrivere la Regola dell'Ordine, il celebre “De Laude Novae Militiae ad Milites Templi” (In Lode della Nuova Milizia del Tempio), iniziata durante il Concilio di Troyes del 1128.

DA ROBERT DE CRAON A BERTRAND DE BLANQUEFORT

Nel 1136, Hugues de Payns muore e nello stesso anno diventa Maestro Generale dell'Ordine Robert de Craon.
Nel 1139, Papa Innocenzo II promulga la Bolla Papale “Omne Datum Optimum”. 
La data dell'emanazione della Bolla “Omne Datum Optimum” è considerata storicamente l'ufficializzazione dell'Ordine della Paupera Militia Christi come Ordine Sovrano, indipendente dalla Chiesa Cattolica.
Il 9 gennaio 1144, Papa Celestino II promulga il privilegio “Milites Templi”.
Con questo atto viene imposto al clero di assicurare protezione e sostegno ai Cavalieri dell’Ordine, ai fedeli vengono promesse speciali indulgenze per le donazioni fatte all’Ordine ed ai Cavalieri viene concesso di poter effettuare nelle loro Chiese, una volta l’anno, questue e raccolte di denaro da destinare alla loro causa.
Il 7 aprile 1145, Papa Eugenio III promulga il privilegio “Militia Dei”, con il quale vengono confermate le prerogative concesse dai Papi precedenti in materia di autonomia dal clero ecclesiastico e secolare, di raccolta di decime, di edificazione di cappelle religiose e di realizzazione, nelle aree di pertinenza, di cimiteri per i confratelli.
Con detto privilegio, inoltre, la protezione apostolica concessa precedentemente a favore dei Cavalieri viene estesa anche ai loro familiari, al personale dipendente dalle loro case ed ai beni da questi posseduti.
Infine, Papa Eugenio III, in occasione del Capitolo Generale dell’Ordine svoltosi a Parigi nel 1147, al quale partecipa personalmente, concede ai Cavalieri di portare sulla spalla sinistra del mantello la croce patente di colore rosso vermiglio, precedentemente portata solo sul saio.
Poco dopo la riunione di Parigi, Robert de Craon muore.
Nel 1147 assume il Magistero Generale dell'Ordine Evrard de Barres.
Nel 1151, abdica ed entra come semplice Monaco nel Convento cistercense di Clairvaux, nonostante la protesta dei suoi Confratelli.
Vi rimane per 23 anni, fino alla morte, che avviene, secondo il necrologio dell’Abbazia, all’età di 84 anni, nel 1174.
Al suo posto, dopo mesi di negoziati, nel giugno del 1151, viene eletto Bernard de Tremelay.
Nel 1153, il Principe Edouard muore avvelenato e i sospetti cadono proprio sui Monaci di Sant’Onorato, i quali non apprezzano e anzi avversano il dialogo tra i Custodi e la Paupera Militia Christi, forse timorosi di un eventuale accordo tra i due gruppi, accordo che potrebbe di fatto escludere i Lerinensi; è questo un momento di grande tensione tra i Monaci di Lerino e i Custodi della Sacra Reliquia, sempre più intenzionati a distaccarsi totalmente dalla prevaricazione lerinense.
Viene quindi eletto Principe il Maestro Generale dei Custodi Giovanni di Toscana, personaggio non gradito ai Lerinensi e proprio per questo motivo scelto dai Custodi.
Giovanni di Toscana, seguendo le orme del Principe Edouard, intensifica i rapporti con la Paupera Militia Christi, rapporti che proseguono anche con Evrard de Neauphle, il quale viene eletto sempre nel 1153, Maestro Generale dell’Ordine, seppure vecchio, per sopperire all’improvvisa perdita di Bernard de Tremelay.
La Maestranza Generale di Evrard dura solo un anno (muore in circostanze misteriose) e nel 1154, l’Ordine si ritrova con il problema di una nuova elezione.
Assume allora  la Maestranza Generale dell'Ordine lo zio di San Bernardo, da parte di madre, André de Montbard.
Nel 1155, vecchio e malato, abbandona la Maestranza Generale per ritirarsi nel convento di Clairvaux, come già aveva fatto Evrard des Barres, ma viene subito richiamato dai dignitari dell’Ordine per una missione a Gerusalemme dove, nel 1156, viene ucciso.
Nello stesso anno, diventa Maestro Generale Betrand de Blanquefort.
Nel 1156, durante il tragitto da Seborga a San Michele in Ventimiglia, il Principe di Seborga Giovanni di Toscana muore, probabilmente assassinato e, ancora una volta, i sospetti si posano sui monaci di Lerino.
I Custodi  della  Sacra  Reliquia, ormai stanchi del predominio dei monaci di Sant’Onorato, decidono di compiere il grande passo ed eleggono, quale Principe di Seborga, il Maestro Generale dell’Ordine, Bertrand de Blanquefort; tale elezione viene anche sancita ufficialmente dal Papa Rolando Bandinelli, ovvero Alessandro III, nel 1162, mentre si trova in Francia in seguito alla sua cacciata da Roma.
Con l’elezione di Betrand a Principe di Seborga, avvengono due fatti importantissimi per la storia dell’Ordine: i Custodi della Sacra reliquia si fondono ufficialmente con la Paupera Militia Christi, mentre il Principato, accogliendo la Sovranità dell’Ordine, diventa Stato Sovrano Cistercense, dominato e governato dall’Ordine stesso.
Bertand de Blanquefort è il primo ad ottenere dal Papa la facoltà di definirsi “Maestro per Grazia di Dio”, ponendo così l'Ordine in una posizione paritetica nei confronti della Chiesa
Bertrand de Blanquefort muore a Reims il 2 febbraio 1169.

DA PHILIPPE DE MILLY DE NABLUS A PHILIPPE DE PLAISSIS

Nel 1169 l’Ordine elegge Principe di Seborga Fra Hugues de Baux, Signore di Les Beaux-de-Provence, mentre nello stesso anno il Magistero Generale viene affidato a Philippe de Milly de Nablus.
Nel 1171, si ritira in un convento della Provenza, rimanendovi fino alla morte, che avviene nel 1178.
Nel 1171 assume l'incarico di Maestro Generale Eudes de Saint-Amand.
Nel 1174 Hugues de Baux si dimette dalla carica di Princeps e si ritira in Sardegna e al suo posto, viene nominato Principe di Seborga il Maestro Generale della Paupera Militia Christi, Eudes de Saint-Amand.
Nel 1180, Eudes de Saint-Amand muore e diventa Maestro Generale il catalano Arnau de Torroja.
Sempre nello stesso anno, l’Ordine elegge il nuovo Princeps di Seborga: si tratta del Dignitario Raymond IV de Moustiers.
Nel 1184, Arnau si ammala e muore ed assume la Maestranza Generale il fiammingo Gérard de Ridefort.
Nel 1188, nel castello di Gisors (in Francia), avviene  una scissione nella Paupera Militia Christi: una parte dei Cavalieri ricostituisce l'Ordine dei Chevalier du Rocher de Sion, il quale muta il nome in Antiquus Ordo Misticusque Prioratus Sionis - A.O.M.P.S. (nome che  sussiste tutt’oggi), mentre un'altra parte prosegue come Paupera Militia Christi.
Questa divisione viene sancita alla presenza dei sovrani Filippo II di Francia ed Enrico II d'Inghilterra, con il rituale taglio di un olmo sito nel parco del castello.
Gérard de Ridefort continua ad essere il Maestro Generale della Paupera Militia Christi, mentre diventa primo Nautonier dell'A.O.M.P.S. Jean de Gisors.
Nel 1191, durante l’assedio di San Giovanni d’Acri, Gérard de Ridefort viene ucciso e diventa Maestro Generale Robert de Sablé.
Sablè  muore  il  13  gennaio  del  1193,  dopo  aver  riportato, in appena due anni, ai massimi livelli organizzativi e diplomatici l’Ordine Templare e assume il Magistero Generale l'aragonese Gilbert Hérail.
Nel 1194, Gilbert Hérail, in seguito alla morte di Raymond IV de Moustiers, viene eletto Principe di Castrum Sepulchri: ancora una volta i due poteri sono accorpati in un’unica persona.
Hérail muore nel dicembre del 1201, agli inizi della quarta Crociata.
Nel 1201 diventa Maestro Generale Philippe de Plaissis e, sempre nello stesso anno, de Plaissis caldeggia ed ottiene l’elezione a Principe di Seborga del Cavaliere Rostan II des Musges, Abate di Lerino.

Philippe de Plaissis muore il 12 novembre 1209.

DA GUILLAUME DE CHARTRES A TOMMASO BÉRARD

Nel 1209, assume il Magistero Generale Guillaume de Chartres e l’Ordine, valutando le notevoli capacità del Maestro Guillaume, invita il Princeps Rostan a dimettersi, in modo da poter eleggere, quale nuovo Principe di Seborga, nello stesso anno, il Maestro Generale Guillaume de Chartres.
Guillaume muore nel 1219 di cancrena e di scorbuto, a Seborga, davanti alla Cappella di San Martino fuori le mura.
Nel 1219 Assume la Maestranza Generale Pierre de Montaigu, il quale viene anche nominato Principe di Castrum de Sepulchro.
Pierre de Montaigu muore nel gennaio 1232 e viene eletto Principe di Seborga l’Abate di Sant’Onorato, Raymond V d'Aseros, mentre diventa Maestro Generale Armand de Périgord.
Nel 1245, avendo perso ogni speranza di ritrovare il Maestro Generale Armand de Périgord (caduto prigioniero nel 1244 durante la battaglia sul Monte Tabor), l’Ordine, su pressione del Signore di Tiro, Filippo di Montfort (nipote di Simone IV di Monfort, il grande persecutore dei Catari) decide di nominare un nuovo Maestro Generale, Richard de Bures.
Richard de Bures viene nominato dalla frangia anti-catara dell’Ordine, la quale voleva restare fedele a Filippo di Montfort.
Muore nel 1247, probabilmente assassinato dal gruppo dell’Ordine (il più grande) favorevole ai Catari, guidati da Guillaume de Sonnac e Renaud de Vichiers, uomini vicini al defunto Armand de Périgord.
Infatti, nel 1247 viene eletto Maestro Generale proprio Guillaume de Sonnac, uomo discreto e circospetto, abile ed esperto negli affari di guerra.
Con la nomina di de Sonnac, l’ala filo-catara riprende il controllo dell’Ordine.
Nel 1248, in seguito alla morte del Princeps Raymond V d'Aseros, Guillaume de Sonnac diventa il nuovo Princeps di Seborga.
Muore con la spada in pugno il 3 luglio del 1250 nella battaglia di Bar Al Saghir vicino a Damietta e al suo posto assume la Maestranza Generale Renaud de Vichiers.
Renaud de Vichiers viene eletto anche Princeps di Castrum de Sepulchro, mantenendo buoni rapporti sia con i monaci di Sant’Onorato sia con i francesi.
Nei primi giorni di gennaio del 1256, il Maestro Generale si dimette dalla carica e si ritira in un monastero cristiano della Siria fino alla morte, che sopraggiunge pochi giorni dopo il ritiro, ossia il 20 gennaio 1256.
Viene subito eletto Maestro Generale Tommaso Bérard.
Nato a Seborga, figlio del primo Sindaco della città, Astraudo (Archivio di Stato di Torino, mazzo 2, fascicolo 23, “Costituzione fatta dal Conseglio di Seborga in Loro Procuratore e Sindico generale in capo d'un certo Astraudo delli 18 marzo 1255”) e rappresentante di spicco dell’ala filo-catara, viene eletto dall’Ordine anche Principe di Seborga.
Nel 1262, il Maestro Generale Bérard consegna un rapporto confidenziale al Pontefice Urbano IV, al secolo Giacomo Pantaleon, circa le persecuzioni contro i Catari in Francia, soprattutto contro gli architetti maestri del gotico.
Urbano IV, al fine di rendere la persecuzione contro i Catari meno violenta, consapevole anche del fatto che l’Ordine guarda ai maestri del gotico con benevolenza, concede il benestare ufficiale affinché possano venire costruite, sotto il diretto controllo dell’Ordine, Cattedrali e Chiese in stile gotico in Francia.
Sempre nello stesso anno, Tommaso Bérard, al fine di sedare le proteste iniziate nel 1230 dagli architetti maestri del gotico di Parigi, denominati “Les Enfants de Salomon”, torna a Seborga e istituisce la “Corporation du Compagnonnage”, allo scopo di difendere i Catari occitani ed i loro segreti di architettura.
Il Compagnonaggio nulla ha a che vedere con la massoneria, nata ufficialmente a Londra il 24 giugno 1717, la quale utilizzerà molti termini già utilizzati dal Compagnonaggio.
Con il nome Compagnoni venivano descritti gli appartenenti a vari mestieri, fra cui i tagliatori di pietre, i carpentieri, gli scultori e in genere, tutti i Maestri d’Opera.
Il Compagnonaggio è, dunque, una vera e propria gilda che riunisce a livello corporativo i Catari che esercitano vari mestieri derivanti da arti antiche.
Nel 1272, Bérard fa portare a Londra, presso la Domus Templi, alcuni frammenti della Vera Croce, insieme ad altre Reliquie di famosi Santi.
In questo periodo, l'Ordine attua il segno della croce così come indicato dal domenicano San Tommaso d'Acquino e che ancor oggi è utilizzato dai Confratelli: “Nel nome del Padre, della Concezione di Dio, Gesù, e dello Spirito Santo che  riporta l'uomo al Padre”.

Tommaso Bérard, il primo Maestro Generale italiano dell’Ordine, muore nel 1273.

DA GUILLAUME DE BEAUJEAU A JACQUES DE MOLAY

Nel 1273, onde evitare di lasciare scoperta la presenza templare in Castrum de Sepulchro, l’Ordine elegge quale Princeps Jean de Tours, Commendatore di Etampes dell’Ordine.
Sempre nel 1273 anno diventa Maestro Generale Guillaume de Beaujeu.
Nel 1291, de Beaujeu muore e l’Ordine elegge Maestro Generale il Maresciallo Thibaud de Gaudin, grande stratega militare.
Nell'ottobre 1291, si riunisce il Capitolo Generale dell'Ordine a Cipro, che  conferma l'elezione di Thibaud Gaudin come Maestro Generale e nomina i nuovi dignitari: in quell'occasione, Jacques de Molay viene nominato Maresciallo dell'Ordine, sostituendo così Pierre de Sevry, morto a San Giovanni d'Acri.
Nel 1292, Thibaud de Gaudin muore e assume il Magistero Generale  il Maresciallo dell’Ordine, Jacques de Molay.
Nel 1303, il Principe di Castrum de Sepulchro muore e per l’Ordine si palesa un nuovo grande problema.
De Moley raduna il Gran Consiglio a Parigi e viene eletto Principe di Seborga Jacopo da Moncucco.
Contestualmente a tale nomina, de Molay investe il nuovo Princeps del ruolo di Gran Precettore d’Italia della Paupera Militia Christi.
Jacopo da Moncucco rappresenta un elemento chiave nella storia dell’Ordine.
Venerdì 13 ottobre 1307 il Re di Francia e Vescovo di Parigi, Filippo IV, detto il Bello, ordina l'arresto dei Maestri e delle maestranze della Paupera Militia Christi.
Alcuni giorni prima, in Castrum de Sepulchro, il Princeps Jacopo da Moncucco, avvertito per tempo da alcuni suoi informatori delle intenzioni del Re di Francia, inizia il piano di salvataggio dell’Ordine.
Nella notte tra il 12 e il 13 ottobre, prima dell'arresto di massa, in gran segreto, diciotto galee partono da Parigi, navigano lungo la Senna e, giunte presso Le Havre, prendono il mare, dirette a La Rochelle, dove ha sede la più grande flotta dell’Ordine.
Le galee portano in salvo il Tesoro, i documenti e le Reliquie più preziose dell’Ordine.
Al salvataggio dei beni dell’Ordine partecipa direttamente Jacopo da Moncucco.
Pare che proprio Jacques de Molay abbia consegnato personalmente a Jacopo da Moncucco alcuni documenti importantissimi, una preziosissima Reliquia e l’anello che, dai tempi di Hugues de Payns, portano i Maestri Generali dell’Ordine.
Non potendo navigare utilizzando la classica croce rossa patente, Jacopo da Moncucco ordina di utilizzare un simbolo che, più di ogni altro, rappresenta, spiritualmente ed esotericamente, l’Ordine: due tibie incrociate sormontate da un teschio, bianchi, su fondo nero.
Nasce così il famoso “Jolly Roger” che, da questo momento, diventa il simbolo di battaglia dell’Ordine.
Il 22 novembre dello stesso anno, Papa Clemente V emana la bolla "Pastoralis Praeminentiae", nella quale ordina a tutti i Re cristiani di arrestare in suo nome i membri dell'Ordine dei rispettivi Regni, confiscandone i beni e ponendoli sotto la custodia della Chiesa.
Da questo momento si perdono le tracce di Jacopo di Moncucco: il Principe non si presenta ai processi italiani, nonostante le ripetute ingiunzioni emesse dalla commissione nominata dal Papa che lo dichiara, quindi, contumace e scomunicato per aver commesso reati di idolatria, eresia ed apostasia.
In realtà, Jacopo si è ritirato in Seborga ed è protetto dai Cavalieri Bianchi residenti nel Principato e da quelli che si stanno ammassando per sfuggire alla persecuzione del Re di Francia.
Nel corso del processo del 1307, Jacques de Molay viene assoggettato alla tortura avallando le tesi dell'accusa ed in seguito viene condannato alla prigionia a vita.
In seguito, egli ritratta le sue dichiarazioni; per causa di ciò, viene condannato al rogo, insieme al compagno di prigionia, Geoffrey de Charney.
Il rogo viene consumato a Parigi, sull'isola della Senna detta "dei Giudei", nei pressi di Nôtre Dame, il 18 marzo del 1314.
Sul luogo della sua esecuzione lo ricorda ancor oggi una piccola lapide.
La giornalista ricercatrice Barbara Frale ha rinvenuto, nel 2002, negli Archivi Segreti Vaticani un documento, noto come "Pergamena di Chinon", che dimostra come Papa Clemente V abbia assolto i Pauperes Milites Christi, il loro Gran Maestro e gli altri capi dell'Ordine dall'accusa di eresia, limitandosi a sospendere l'Ordine piuttosto che sopprimerlo, per assoggettarlo ad una profonda riforma.

LE CONFRATERNITE DEI BIANCHI

Dopo la morte di Jacques de Molay, i Cavalieri si riuniscono e trasferiscono la Sede generale dell'Ordine in Francia, a Ventenac Cabardès (dipartimento dell'Aude).
Vengono fondate, o riformate, diverse Confraternite, le quali, di fatto, agiscono come veri e propri ordini, coordinati dalla Paupera Militia Christi di Ventenac Cabardès.
Questi gruppi vengono denominati "Confraternite dei Bianchi" (in Italia, Scozia, Inghilterra, Portogallo, Spagna e Svizzera), le quali eleggono ognuna un proprio Gran Maestro; i vari Gran Maestri, a loro volta, eleggono un Gran Maestro Generale, scelto tra i Cavalieri dei vari gruppi.
Le prime Confraternite che sorgono o si riformano, nel 1315, sono quelle dei Cavalieri del Tau.
I Cavalieri costituiscono a Porto Maurizio (Imperia), in Liguria, i Cavalieri del Tau Rosso, nella Val di Susa, in Piemonte, i Cavalieri del Tau Bianco e ad Altopascio, in Toscana, i Cavalieri del Tau Azzurro.
Nel 1315 viene eletto Gran Maestro Generale Lazzaro Saggina, già Gran Maestro dei Cavalieri del Tau Azzurro di Altopascio.
Sempre nello stesso anno, Robert Bruce (Re Robert I di Scozia), padre dell'indipendenza scozzese contro l'Inghilterra, crea, per raccogliere i Templari sfuggiti alla persecuzione della Santa Sede, l'Order of Heredom, con sede in Edimburgo, nel pieno rispetto della Regola cistercense.
L'Order of Heredom proseguirà la sua esistenza sino al 1450, quando diventerà un Ordine legato alla Casa Reale scozzese e poi verrà definitamente sciolto intorno al 1750, per evitare confusione con la Gran Loggia scozzese Heredom of Kilwinning.
Nel 1317, molti Cavalieri si rifugiano nell'Abbazia cistercense del Principato di Sankt Gallen, in Svizzera.
Nel 1026 l'Abate Thietpaldo ricevette il titolo di Principe del Sacro Romano Impero, formando un Principato, quello di Sankt Gallen appunto, che durerà sino al 1798.
Il Principato di Sankt Gallen, al pari del Principato di Seborga, è stato ed è uno Stato Sovrano Imperiale Cistercense ed ha goduto sempre del Nullius Diocesis (ossia dell'esenzione dalla giurisdizione episcopale).
Il Principe Abate Heinrich von Ramstein, Maestro della Gran Prioria di Sankt Gallen, nel 1317 istituisce la Confraternita di Sankt Gallen, ponendola sotto gli ordini della Paupera Militia Christi di Cabardés sur l'Aude.
L'Ordine della Domus Templi, riforma, sempre nel 1317, la Domus Templi dell'Ordine cistercense, dopo l'irruzione del 1307 nel Tempio londinese ad opera di Re Edoardo II.
I Cavalieri della Domus Templi proseguiranno il loro cammino indisturbati sino al 1536, quando, dopo la rottura dei rapporti di Re Enrico VIII con la Santa Sede, Thomas Cromwell deciderà l'abolizione dei monasteri minori, inclusa la Domus Templi.
Sempre nel 1317, Giacomo II d'Aragona ottiene da Papa Giovanni XXII il diritto di utilizzare i beni dei Cavalieri presenti nel suo regno per creare un nuovo ordine militare, intitolato alla Vergine e con sede nel castello di Montesa, in Valencia.
Il Pontefice approva la fondazione con la bolla del 10 giugno 1317 e dà ai Cavalieri la Regola Cistercense: nasce così l' Orden de Caballéria de Nuestra Senora de Montesa.
Nel 1587 l'Ordine verrà unito alla Corona di Spagna e la carica di Gran Maestro diventerà ereditaria.
Nel 1318, il Re Dionigi del Portogallo dà disposizioni per la creazione di un ordine che possa raccogliere i Templari nel suo reame.
Egli istituisce la Militia Christi, sotto il patronato di San Benedetto da Norcia, e viene eletto primo Gran Maestro don Gil Martinez.
Nel 1319, Papa Giovanni XXII approva tale Ordine con la bolla papale "Ad Ea Ex Quibus".
L'Ordine ha la propria sede dapprima a Castro Marim, nell'Algarve (Diocesi di Faro).
Nel 1357, l'Ordine verrà spostato nel villaggio di Tomar, presso Santarém, già sede dei Templari in Portogallo.
Dopo il 1457, su richiesta del Re Giovanni I del Portogallo al Papa, il Principe Enrico il Navigatore diventa Gran Maestro dell'Ordine.
Dopo Enrico, il Gran Magistero verrà mantenuto entro le personalità della famiglia reale.
Nel 1834, quando il governo civile del Portogallo diventerà anticattolico, dopo la sconfitta del Re Michele del Portogallo nella guerra civile, sotto la monarchia costituzionale l'Ordine perderà i propri possedimenti e si trasformerà in un mero Ordine di Merito.
Nel 1325, viene eletto Gran Maestro Generale Guglielmo III di Savoia, già Gran Priore dell'Abbazia di San Michele della Chiusa di Susa.
Anche se la sua Gran Maestranza dura solo poco più di un anno, sotto di lui l'Ordine inizia lentamente a riprendersi ed i collegamenti con i monaci lerinensi diventano nuovamente intensi.
Nel 1326, viene eletto Gran Maestro Generale Robert Bruce, già Re di Scozia, con il nome di Robert I, sin dal 1306.
Nel 1329, durante un pellegrinaggio al santuario di San Ninian, nei pressi di Bannockburn, il Re, che viaggiava su di una lettiga, ha una grave emorragia dovuta allo scorbuto.
Prima di morire, vuole esaudire un suo desiderio: recarsi in Terrasanta per combattere gli infedeli al termine della guerra contro gli Inglesi, ma la malattia gli impedisce di realizzare questo sogno e, proprio in punto di morte, Bruce chiede ai suoi Cavalieri Cistercensi di portare il suo cuore là e di seppellirlo all'interno del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
Per questo compito viene scelto James Douglas, il più fedele dei suoi Cavalieri.
Il 7 Giugno 1329, all'età di cinquantacinque anni, il Re di Scozia e Gran Maestro dell'Ordine cistercense Robert Bruce muore.
Dopo la sua imbalsamazione, il suo corpo viene tumulato nell'Abbazia di Dunfermline (Scozia), mentre il suo cuore viene consegnato a James Douglas.
Nella primavera del 1330 Douglas, affiancato da dieci Cavalieri, parte per la Terrasanta e, durante una sosta in Spagna, allora in guerra contro i Mori, il Re Alfonso XI, conoscendo la sua fama di grande Cavaliere, gli chiede di guidare la carica contro l'esercito dei Mori in battaglia.
Douglas accetta e, alla guida del contingente di cavalieri stranieri, con suoi dieci uomini, guida la carica.
I Mori si danno alla fuga inseguiti da James Douglas e dal suo drappello, attirando però i Cavalieri in una imboscata; una volta circondati, i valorosi Cavalieri vengono massacrati.
Sotto il corpo di Douglas, protetto nell'ultimo tentativo di difesa, c'è il cofanetto contenente il cuore del suo Re e Gran Maestro.
Il cuore di Robert Bruce viene portato nell'Abbazia cistercense di Melrose, dove si trova ancora oggi.

DA RODOLFO DI MOMBELLO A PONS LANCE

Nel 1330 diventa Gran Priore dell'Abbazia di San Michele della Chiusa di Susa Rodolfo di Mombello, il quale, nello stesso anno, viene eletto Gran Maestro Generale della Paupera Militia Christi.
Il 1330 è ricordato anche per un triste evento per l’Ordine: Jacopo da Moncucco, Principe di Seborga, detto l’imprendibile, l’uomo che ha tenuto compatto l’Ordine durante la grande caccia ai Templari, muore.
In Castrum Sepulchri cala una grande tristezza: i funerali sono l’occasione per una incredibile sfilata di Cavalieri del Tempio per le viuzze di Seborga; provenienti da ogni parte d’Europa, i Cavalieri (si vocifera oltre seicento) giurano, davanti alla salma di Jacopo da Moncucco, di ritornare presto uniti.
L’Ordine si trova, ancora una volta, in crisi, dovendo eleggere un nuovo Principe di Seborga ed avendo un Gran Consiglio sparso nei vari Stati.
Il Maestro Generale Rodolfo di Mombello chiede allora ai Cavalieri presenti in Castrum de Sepulchro di indicare un candidato: dopo cinque giorni di consultazioni, incontri, scontri e accordi, viene indicato il nome di Jean de Cernay, Commandeur di Soissons, presente alla celebrazione funebre, il quale diventa così il nuovo Principe di Castrum de Sepulchro.
Il Maestro Generale ed il Principe di Castrum Sepulchri iniziano a lavorare alacremente per cercare di riunificare l’Ordine e onorare il desiderio di Jacopo da Moncucco.
I Cavalieri del Tau Rosso diventano il braccio visibile della Paupera Militia Christi e assumono un ruolo preminente nel processo di riunificazione.
Rodolfo di Mombello ordina che da quel momento il segno distintivo per identificare tutti i gruppi posti sotto la Paupera Militia Christi sia il Tau Rosso, segno che sussiste tutt’ora.
Infatti, per riconoscersi tra loro, i Fratelli portano sotto il saio una croce Tau in legno d’ulivo dipinta di rosso.
Presto il Tau Rosso si diffonde in tutta Europa e non solo.
Nel 1345 muore il Principe Jean de Cernay.
Il Maestro Generale dell’Ordine convoca il Magistero Generale nella Sede di Ventenac Cabardès.
Bisogna decidere una nuova elezione del Principe di Seborga.
Al termine delle consultazioni, viene eletto Principe di Seborga, il Priore di San Michele in Ventimiglia e Cavaliere del Tau Rosso, Ugone Raimondo.
Nel 1359 accade un fatto importantissimo per il prosieguo della storia dell'Ordine.
Jean de Saint-Clair (1359 - 1365), appartenente alla potente famiglia dei Sinclair scozzesi, diventato Nautonier dell'A.O.M.P.S. nel 1351, dopo la morte di Rodolfo di Mombello (1359), viene a sorpresa eletto Maestro Generale dell'Ordine Cistercense, ricomponendo così l'antica frattura creatasi nel 1188 tra i due Ordini.
Nel 1364 muore il Principe Ugone Raimondo.
Jean de Saint-Clair riunisce il Gran Magistero dell’Ordine e, seguendo un disegno concordato con Papa Urbano V, viene eletto, quale Principe di Seborga, Pons Lance.
Nel 1365, sempre di comune accordo con Papa Urbano V, Jean de Saint-Clair si dimette dalla carica di Maestro Generale e viene eletto Pons Lance, riunificando così le due nomine.
Il Papa Urbano V ratifica la nomina e i monaci lerinensi accolgono con gioia la nomina.
Nel 1365, Pons Lance fa visita in Avignone al Pontefice e al suo ritorno in Castrum de Sepulchro, al fine di rinnovare e riformare in maniera consistente l'Ordine, nonché riunire i vari gruppi raccolti nelle  Confraternite dei Bianchi, muta il nome della Paupera Militia Christi in “Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri” e sceglie quale simbolo non più la croce rossa patente, ma un agnello in piedi con la testa rivolta fieramente all'indietro (come se guardasse il passato), il quale regge, con lo zoccolo anteriore destro, l'asta del vessillo cavalleresco cistercense, terminante in alto con la croce a otto punte rossa.

Sotto l’agnello è posta la scritta “Sub Hoc Signo Voluntas Dei” (sotto questo segno, la volontà di Dio).

DA PIETRO DEL CARRETTO A RANIERO LASCARIS

Il 21 marzo 1378 Pons Lance muore e assume la Maestranza Generale Pietro del Carretto, Abate lerinense, dei Marchesi del Carretto di Millesimo.
Il Maestro Generale convoca con urgenza il Capitolo dell’Ordine, al fine di eleggere il nuovo Principe di Castrum de Sepulchro.
La scelta cade sull’Abate francese Jean de Tournefort, di Lantosque (Provenza - Francia), il quale diventa il nuovo Principe di Seborga.
Nel 1381, in seguito alla morte di Pietro del Carretto, diventa Maestro Generale l'Abate Jacques Salacinis, provenzale, Rettore del Priorato di St. Michel di Sospel, in Francia.
Nel 1394, Jacques Salacinis muore e assume la Maestranza Generale il Priore di San Michele in Ventimiglia, Giovanni Lascaris, dei Conti di Ventimiglia, il quale, nello stesso anno, in seguito alla morte di Jean de Tournefort, viene anche nominato Principe di Seborga.
Un anno dopo, nel 1395, Giovanni Lascaris convoca il Capitolo generale dell’Ordine nella precettoria di San Martino in Giustenice (Savona - Liguria) e rimette la Maestranza Generale nelle mani di Antonio Coppola di Scala (Salerno - Campania).
Il Capitolo Generale decide di indire nuove elezioni.
Nel febbraio 1396, Antonio Coppola viene eletto Maestro Generale del Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri, ma, nello stesso anno, viene assassinato da sicari angioini, mentre rientra ad Amalfi.
L’improvvisa e cruenta morte di Antonio Coppola, riporta l’Ordine nelle mani del Princeps Giovanni Lascaris, al quale non resta che riprendere la Maestranza Generale, in attesa di nuove elezioni.
Nel 1397, viene eletto Maestro Generale Guglielmo Lascaris, Signore di Peille (Francia).
Nel 1403 Guglielmo Lascaris muore e assume la Maestranza Generale Magoni Imperiali dei Conti di Ventimiglia.
Nel 1405, in seguito alle dimissioni di Magoni Imperiali, assume nuovamente la Maestranza Generale dell’Ordine il Principe Giovanni Lascaris, il quale indice nuove elezioni che portano all’elezione di Ludovico Bonito a Maestro Generale.
Nel 1413, Ludovico Bonito muore e torna a reggere la Maestranza Generale il Princeps Giovanni Lascaris.
Nel 1414, a Genova, accade un evento che muterà la missione cattolica dell'Ordine e gli restituirà quel carattere cristiano universale, riportando l'Ordine alle origini yeoshuite.
Infatti, durante il Capitolo Generale dell'Ordine, viene sancito che il Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri “non sarà più posto al solo servizio del Papa, ma di tutto il Cristianesimo, poiché la Chiesa è l'insieme di tutti i Cristiani e la Comunità dei Fedeli non può e non deve essere separata né divisa dalle discordie che insorgono fra i membri che sono preposti a condurre e ad amministrare la Comunità Cristiana”.
Nel 1418 il Maestro Generale e Principe di Seborga, Giovanni Lascaris, ormai vecchio, muore pochi giorni dopo il suo rientro a Seborga da un viaggio a Perpignan, nel convento che affianca la Chiesa di San Michele in Ventimiglia.
Il Gran Consiglio dell’Ordine si riunisce immediatamente dovendo procedere ad una doppia elezione, quella del Maestro Generale e quella del Principe di Seborga.
Dopo quindici giorni di riunioni e dibattiti, viene eletto Principe di Castrum de Sepulchro Giorgio Lascaris dei  Conti di Ventimiglia, Abate lerinense, Priore di S. Michele in Ventimiglia e, ovviamente, Cavaliere del Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri.
Nello stesso anno, nel mese di settembre, viene eletto alla Maestranza Generale dell’Ordine Nicola dei Sasso.
Nel 1424, il Maestro Generale Nicola dei Sasso muore ed assume il Magistero Generale il Principe Giorgio Lascaris.
Sei anni più tardi, nel 1430, Giorgio Lascaris lascia l’incarico di Maestro Generale e viene eletto al suo posto l'armatore Loisio Coppola di Scala.
Nel 1434, in seguito alle dimissioni di Loisio Coppola (destinato ad altro incarico), viene nominato Maestro Generale l'Abate ed insigne architetto di Saorgio (antico borgo della Val Roja, in Liguria), Paganino dal Pozzo.
Sei anni dopo, nel 1440, Paganino dal Pozzo si dimette e viene eletto alla Maestranza Generale Luchino Lascaris, figlio del Conte Raniero di Briga.
Nel 1449 Luchino Lascaris lascia il Magistero Generale per sopraggiunti nuovi incarichi militari e viene eletto Ottavio dei Sasso di Ravello.
Nel 1452 muore il Principe di Castrum de Sepulchro Giorgio Lascaris ed al suo posto l’Ordine elegge Michele Lascaris dei Conti di Ventimiglia, Abate di Sant’Onorato e Priore di San Michele in Ventimiglia.
Nel 1453, il Maestro Generale Ottavio dei Sasso chiede di essere esonerato, per motivi strategici, dalla  Maestranza Generale ed al suo posto diventa Maestro Generale il Principe Michele Lascaris.
Nel 1457, in seguito alle dimissioni di Michele Lascaris, l'Abate provenzale di Lerino, André Plaisance, viene eletto Maestro Generale.
Il 19 Luglio 1460, in seguito alla morte di Michele Lascaris, viene eletto Principe di Seborga il Conte Nicolao di Briga, dei Conti di Ventimiglia, nominato per manifesta volontà della Santa Sede e, per questi motivi, mal accettato dal popolo seborghino.
Nel 1463, Plaisance rassegna le dimissioni e viene eletto al suo posto l'Abate genovese, consigliere della Congregazione di San Giorgio, Guido Busceta.
Nel 1465 il Maestro Generale Guido Busceta lascia la Maestranza Generale dell’Ordine e assume il Magistero Generale l’Abate Commendatario Isnard de Grasse.
Nel 1469, in seguito alle dimissioni ufficiali di Isnard, viene eletto alla Maestranza Generale il Principe Nicolao di Briga dei Conti di Ventimiglia.
Nel 1480, Nicolao di Briga si dimette da Maestro Generale, pur rimanendo Principe; l'Ordine attua una mossa strategica e assume la Maestranza Generale Adalberto dei Vinaccesi di Prato, Presidente dell'Associazione pratese dei Lanieri.
Nel 1481, in seguito alle dimissioni di Adalberto dei Vinaccesi, la Maestranza Generale passa a  Nicola del Carretto, Signore di Finale Ligure, fratello di Margherita di Tenda, persona dal carattere audace e impetuoso.
Nel 1493, in seguito alla morte di Nicola del Carretto, viene eletto Maestro Generale l'Abate Raniero Lascaris dei Conti di Ventimiglia.
Sempre nel 1493, muore il Principe Nicolao di Briga e l’Ordine elegge, quale nuovo Principe di Castrum de Sepulchro, il Maestro Generale Raniero Lascaris.

DA CRISTOFORO COLOMBO A NICOLA ISOARD

Nel maggio del 1496, Raniero Lascaris si dimette e viene eletto a sorpresa, come Maestro Generale dell'Ordine, il Cavaliere ed esploratore Cristoforo Colombo, figlio naturale di Papa Innocenzo III.
Il Principe Raniero Lascaris viene nominato Maestro Generale Vicario.
Quando viene eletto, Colombo è all'apice della sua fama, e la notizia dell'avvenuta elezione lo raggiunge in Spagna, mentre egli era appena ritornato dal suo secondo viaggio in Porto Rico, Cuba e Giamaica.
L'elezione di Colombo provoca un terremoto nell'Ordine: c'è chi vede in questa elezione un tentativo di soverchiare il potere ecclesiastico, in quanto Cristoforo viene visto come un rivoluzionario, pronto a tutto pur di far trionfare il templarismo.
Per questo motivo, spinte da Raniero Lascaris e approfittando del fatto che Colombo è impegnato in un altro viaggio, 21 Priorie dell'Ordine (circa 400 Cavalieri), appoggiate da Papa Alessandro VI, escono dal Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri e fondano l' Ordo Equestris Sancti Sepulchri Hierosolomitani, del quale diventa Gran Maestro il Catalano Roderic Borja (italianizzato in Borgia), ovvero Papa Alessandro VI.
Appresa la notizia dell’avvenuto “colpo di mano” di Raniero Lascaris, il Maestro Generale Colombo convoca i vertici dell’Ordine ed assume una pesante quanto ferma decisione: l’espulsione di Raniero Lascaris dal Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri.
Per evitare contrasti con i Lerinensi, Raniero Lascaris resta al suo posto, quale Principe di Seborga, sino al 1512, anche se di fatto verrà esautorato di ogni potere decisionale.
Nel 1504, anche per contrastare l'avanzata dell 'Ordo Equestris Sancti Sepulchri Gerosolimitani ed in seguito ai contrasti insorti con Papa Giulio II, il Gran Consiglio del Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri elimina il termine Venerabilis dal suo nome, diventando semplicemente “Ordo Sancti Sepulchri”.
Il 20 maggio 1506 Colombo muore a Valladolid (Spagna).
Per l’Ordine si apre un momento molto difficile e viene deciso di attendere alcuni mesi prima di eleggere il nuovo Maestro Generale.
Dopo oltre sei mesi di incontri, riunioni, Capitoli, nel 1507, quale contromossa per arginare il potere dell'Ordine papalino, viene eletto Maestro Generale dell'Ordo Sancti Sepulchri, il Nautonier  dell'A.O.M.P.S. e membro dell’Ordo Sancti Sepulchri Leonardo da Vinci.
Nel 1511, Leonardo, volendo dedicare tutto il suo tempo agli studi ed al suo ruolo di Nautonier, lascia la Maestranza Generale dell'Ordine ed al suo posto viene eletto l'Abate Franz Von Gaisberg, Principe del Principato Cistercense di Sankt Gallen (Svizzera).
Nel 1512 muore il Principe Raniero Lascaris.
Il Maestro Generale Von Gaisberg raduna il Capitolo Generale al fine di eleggere un nuovo Principe.
La riunione dura ben cinque giorni, durante i quali le varie “anime” dell’Ordine propongono diversi candidati.
Finalmente, al quinto giorno, l’Ordine elegge Augustine Grimaldi quale Principe di Castrum de Sepulchro.
Nel 1518, in una riunione tenutasi ad Altopascio, in Toscana, il Gran Consiglio dell’Ordine affida il Magistero Generale a  Federico Coppola  di Ravello, Abate cistercense ed amministratore della Società Mercantile Ravellese.
L’elezione avviene in seguito alle dimissioni di Von Gaisberg.
Due anni dopo, nel 1520, in seguito all’assassinio di Federico Coppola, assume il Magistero Generale l'Abate e Tesoriere  del  Ducato di Amalfi, Coluccio Coppola di Scala, Ambasciatore in Napoli del Duca di Amalfi, Alfonso II Piccolomini.
Nel 1532 muore Augustine Grimaldi e viene eletto Principe di Seborga l’Abate genovese Francesco Bugi.
Nel 1534, Coluccio Coppola, malato da alcuni anni, muore ed al suo posto viene eletto alla Maestranza Generale il Principe Francesco Bugi, già membro della Congregazione di San Giorgio e Dignitario dell’Ordo Sancti Sepulchri.
Nel 1542, in seguito alla morte di Bugi, nella città di Lucca, viene eletto l'Abate della Languedoc Ilario de' Pescheriis.
Pochi giorni dopo l’elezione a Maestro Generale, Ilario de’ Pescheriis è eletto dai Capifamiglia di Seborga, i cosiddetti “Anziani”, Principe di Castrum de Sepulchro.
L’elezione non ha alcun valore, ma il Gran Consiglio dell’Ordine, considerando che il Principe è anche il Maestro Generale, ratifica l’elezione.
Onde evitare che un simile atto possa compiersi nuovamente, il Gran Consiglio dell’Ordine delibera, proclama e ribadisce che i cittadini di Seborga non hanno alcun potere né alcun diritto sull’elezione del Principe, spettando tale elezione esclusivamente ai membri dell’Ordine.
Da questo momento, l’Ordine assume la totale e assoluta sovranità sul Principato, eliminando quella parvenza di partecipazione popolare, anche se solo consultiva, che ogni tanto veniva concessa.
Il Principe di Seborga deve essere, in ossequio alla volontà del Vescovo Claudio, primo Principe di Castrum Sancti Sepulchri, un membro dei Custodi della Sacra Reliquia, quindi un Cavaliere dell’Ordo Sancti Sepulchri.
Nel 1553 Ilario de’ Pescheriis muore improvvisamente e viene eletto Maestro Generale e Principe di Seborga, l'Abate dell'Ordine Canonicale di San Ruffo in Peille e Rettore della Chiesa Cistercense di Castillon, Nicola Isoard di La Turbie.

DA GIROLAMO DA PERUGIA A CESARIO DA SAN PAOLO

In seguito alla morte di Nicola Isoard, il 4 luglio 1563, l'Abate Cassinense Gerolamo da Perugia, Cavaliere dell’Ordine, viene eletto Principe di Seborga e il 30 agosto il Principe viene nominato Maestro Generale dell’Ordo Sancti Sepulchri.
Nel 1576, Gerolamo da Perugia si dimette dall’incarico di Maestro Generale non riuscendo a gestire entrambe le cariche ed al suo posto assume la Maestranza Generale Stefano Rochon di Montfort sur Argens.
Il 13 giugno, Gerolamo da Perugia si dimette e l’Ordine elegge, quale nuovo Principe di Seborga, il Cavaliere Basile de Vallauris, Priore di Font-Vineuse, Valbonne e Clumanc e Abate Cellerario di Lerino.
Nello stesso anno si dimette anche Stefano Rochon ed assume il Magistero Generale l'Abate della Congregazione di Santa  Giusta da Padova, Benedetto da Venezia, Priore del Priorato di Padova dell’Ordine.
Nel 1589, si dimette Benedetto da Venezia ed al suo posto viene eletto Maestro Generale l'Abate e Precettore Germain d’Aiglun.
Si dimette anche, per solidarietà, il Principe Basile de Vallauris e viene scelto, quale suo successore, anche se provvisoriamente, il Cavaliere Antonio da Nizza.
Passa appena un anno (1590) e l’Ordine si ritrova a dover scegliere un nuovo Maestro Generale, in seguito alla morte di Fra Germain.
La scelta cade sull'Abate Angelo da Frejus, Priore di Sant’Antonio di Genova.
Sempre nello stesso anno, Antonio da Nizza si dimette, come da accordi, e viene eletto Principe di Seborga il Maestro Generale Angelo da Frejus.
Nel 1595, il Maestro Generale Angelo da Frejus si dimette per motivi di salute, mantenendo però la carica di Principe di Seborga, e viene nominato Gabriele da Firenze.
Quattro anni dopo la sua elezione, Gabriele lascia l’incarico, lasciando l’Ordine nuovamente alle prese con una nuova nomina.
Il Capitolo sceglie, nel 1599, l'Abate e Precettore in Provenza dell'Ordine, Giuliano d'Azula, membro della Prioria di Ventenac Cabardés, un vero e proprio ritorno ai tempi della Paupera Militia Christi.
Sempre nello stesso anno, il Principe Angelo da Frejus lascia il governo di Castrum de Sepulchro.
In ossequio al ruolo che riveste, Giuliano convoca il Capitolo dell’Ordine per l’elezione del nuovo Principe e, in attesa di una scelta che soddisfi l’intero Capitolo, viene eletto Principe Gabriele da Firenze.
Tale elezione crea il malcontento tra i Membri dell’Ordine e così, nel 1601, il Principe Gabriele si dimette e viene eletto Onorato da Taggia, Priore del Priorato di Taggia.
Nel 1611, il Gran Consiglio si rende conto di dover prendere una decisione importante e riportare l’Ordine ai suoi antichi fasti.
Lo stesso Maestro Generale d’Azula si sente inadeguato per il ruolo che riveste e rassegna le dimissioni.
Viene convocato il Capitolo Generale e, dopo alcuni giorni di riunione, viene eletto al Magistero Generale il ventenne Cavaliere Cesario di San Paolo, futuro Abate del Monastero di Lerino e Priore di Roquefort e Saorge.
Per completare l’opera di rinnovamento, vengono caldeggiate le dimissioni del Principe Onorato da Taggia, dimissioni che, puntualmente, arrivano e l’Ordine nomina nuovo Principe di Castrum de Sepulchro, il Maestro Generale Cesario di San Paolo.
Con piglio da vero condottiero, Cesario si proclama, subito dopo la sua nomina, Signore e Sovrano di Castrum de Sepulchro “tam in spiritualibus quam in temporalibus cum mero et mixto et libero imperio”, in quanto Maestro Generale dell’Ordo Sancti Sepulchri.
Nel 1613 il Gran Consiglio dell'Ordine trasferisce la Sede da San Gallo a Carcassonne, nella Regione della Languedoc (Francia). Il Gran Maestro muta il nome dell'Ordine in “Venerabilis Equester Ordo Sacri Principatus Sancti Sepulchri”, denominazione che sussiste tutt'oggi.
Per dare enfasi al fatto che l'Ordine è il padrone assoluto del Principato di Seborga, il Maestro Generale fa apporre sopra ogni tetto del Castello 13 coppi riportanti incisa la data del giorno e dell'anno della sua investitura (13 ottobre 1611) e la sigla C.S. (Castrum Sepulchri).
Ancora, Cesario fa apporre dei cippi confinari con le iniziali di Castrum de Sepulchro e la croce dei Cavalieri Bianchi.
Sotto Cesario da San Paolo l’Ordine riprende grande prestigio e sotto la sua Maestranza Generale, entrano a far parte dell’Ordine personaggi di spicco, il più importante dei quali, per il futuro dell’Ordine è Galileo Galilei.
Cesario affida a Galilei il compito di creare un gruppo scelto di membri dell’Ordine, composto esclusivamente da scienziati, artisti e filosofi di chiara fama: nasce così il gruppo degli “Illuminati” (da non confondersi con i cosiddetti “Illuminati di Baviera”, gruppo fondato a Ingolstadt, in Germania, il 1º maggio del 1776 da Johann Adam Weishaupt, di ben altra estrazione politico-esoterica), avente come primo capo proprio Galileo Galilei.
Galileo suggerisce al Maestro Generale e Princeps di utilizzare, quale motto del gruppo, una frase tratta dal Vangelo di San Giovanni (8.32), proposta che incontra il favore del Maestro Generale Cesario e dell’intero Gran Consiglio dell’Ordine.
Così, a partire dal 1615, il motto del gruppo diventa “Veritas Vos Liberabit” (la Verità Vi renderà Liberi), utilizzato anche nel suo acronimo, che diventerà la vera sigla del gruppo, “V.V.L.”.
Il gruppo degli Illuminati annovera subito grandi personaggi quali lo scultore, architetto e pittore italiano Gian Lorenzo Bernini, il gesuita, filosofo e storico tedesco Athanasius Kircher, il filosofo e matematico francese René Descartes e il filosofo inglese Thomas Hobbes.
Nel 1617, Cesario rassegna le dimissioni da Maestro Generale, per dedicarsi con maggior vigore a Castrum de Sepulchro.

DA THÉODORE DE GRASSE A GIUSEPPE ANTONIO BIANCHERI

L’Ordine elegge quale nuovo Maestro Generale Théodore de Grasse.
La collaborazione tra il Princeps Cesario e il Maestro Generale Théodore si fa strettissima.
Nel 1653, alla morte di Theodore de Grasse, sale al Magistero Generale, all’età di ventisei anni, il Cavaliere Robert Boyle, chimico e fisico irlandese.
Nel 1645, Boyle entra a far parte del gruppo degli Illuminati, assumendone la Presidenza e cambiandone il nome in “Invisible College”.
Nel 1654, Boyle viene eletto Nautonier dell’Antiquus Ordo Misticusque Prioratus Sionis.
Nel 1662, il Maestro Generale adotta, quale stemma  dell'Ordine, uno scudo crociato bianco e azzurro (che diventerà poi, nel 1814, l'Arma di Seborga) sormontato non  dalla corona, ma dalla Croce dell'Ordine.
Nel 1664, Robert Boyle si dimette dalla carica di Maestro Generale del Venerabilis Equester Ordo Sacri Principatus Sancti Sepulchri per gestire al meglio l’Antiquus Ordo Misticusque Prioratus Sionis e dirigere direttamente l’Invisible College.
Dopo Robert Boyle, nel 1664, viene eletto Maestro Generale  Robert Salicoffre.
Appartenente alla famiglia dei banchieri Salicoffre di Marsiglia, sotto il suo Gran Magistero avviene un fatto del tutto singolare.
Per arginare la sempre più pressante necessità di denaro, dovuta al fatto che le rendite del Principato erano sempre più esigue, l’Abate di Lerino, Cesare Barcillon, propone al Maestro Generale Salicoffre, di battere moneta in virtù della qualifica principesca del territorio seborghino.
Viene quindi aperta, su approvazione del Princeps Cesario di San Paolo, una zecca per la battitura di monete da smerciare in Europa e nel vicino Oriente.
Nel 1666, nei locali del palazzo dell’Ordine, si iniziano a coniare le monete di vario valore sul tipo dei “Luigi” di Francia, denominate “Luigini” ad opera di fiduciari.
Il primo atto ufficiale per battere le monete viene stipulato dall’Abate Cesare Barcillon con Bernardo Bareste di Mougins nel 1666, cui seguono quelli con Silvano Condaz di Genova, nel 1679, e con Jean d’Abric di Nimes, nel 1686.
Il periodo di attività della Zecca si protrae sino al 1687.
E’ giusto ricordare che in questo periodo le monete seborghine non trovano buona accoglienza in Europa, dove ne viene proibito l’uso in Savoia, nel 1667, e in Piemonte, nel 1669, mentre in Francia non hanno praticamente mai corso legale.
Il governo sabaudo, che manifesta apertamente mire espansionistiche nel Principato, inoltra una formale rimostranza al Re di Francia Luigi XIV, affinché ponga fine a tale coniatura, intervenendo sui suoi sudditi del Monastero di Sant’Onorato.
Il 13 Giugno 1683, all’età di novantadue anni, il Princeps Cesario di San Paolo, dopo ben settantadue anni di reggenza, muore a Carcassonne, sede effettiva dell’Ordine.
Il Maestro Generale Robert Salicoffre convoca il Capitolo Generale per l’elezione del nuovo Princeps.
L’assemblea si protrae per tre giorni, al termine dei quali viene eletto Princeps Joseph de Meyronnet, Priore d’Angles e Vergons e Abate Cellerario del Monastero di Sant’Onorato in Lerino.
Sempre nello stesso anno (1686) viene eletto Maestro Generale Germano Authier, Abate cassinense in Lerino.
Con questa elezione, risulta vincitrice la frangia dell’Ordine che ritiene che i tempi del Principato di Seborga stiano volgendo al termine e che per l’Ordine il titolo di Princeps deve avere solo un mero valore onorifico.
L’Ordine, da questo momento, continua ad essere custode e difensore del Grande Segreto, ma non intende più avere alcun ruolo politico sul territorio seborghino, lasciando il campo libero ai vari contendenti (Repubblica di Genova, Savoia e Francia).
Nel 1687 i Monaci lerinensi, dietro la promessa di un forte indennizzo, chiudono la zecca obbedendo al Re di Francia.
Il 29 Gennaio 1697, la Congregazione di Lerino, dopo una serie di trattative riservate, conferisce al Princeps de Meyronnet il mandato a trattare la vendita del Principato di Seborga.
Con questa procura, de Meyronnet redige un preliminare di vendita al Duca di Savoia, rappresentato dal Marchese di San Tommaso, per la somma di 25.000 scudi.
In seguito all’intervento della Repubblica di Genova, le trattative di vendita si interrompono.
Si decide così di vendere il feudo al miglior offerente, inducendo così molti nobili, che ambivano a fregiarsi del titolo di Principe, ad avanzare proposte di acquisto.
Tra le varie offerte pervenute, ricordiamo quelle di Filippo Ercolani di Bologna (12.300 scudi), del Conte Vespucci di Modena (18.000 scudi), della Marchesa di Montespan (20.000 scudi) e di Ernesto Lercari di Taggia (25.000 scudi).
Tutte queste offerte vengono respinte dai Monaci di Sant’Onorato, i quali sono decisi a vendere esclusivamente ai Savoia ad un prezzo molto vantaggioso.
Nel 1705, l'Abate Onorato Balisen de Callian prende il posto di Germano Authier, dimissionario, e diventa Maestro Generale dell’Ordine.
Nel 1706, il Maestro Generale Onorato entra in polemica con la Congregazione monastica di Lerino, in quanto ritiene assurda la decisione della Congregazione di vendere il feudo di Seborga e la sua Sovranità.
Onde evitare lo scontro diretto con l’Ordine, nel 1707 il Princeps de Meyronnet rassegna le dimissioni e propone al capitolo dell’Ordine di eleggere, quale nuovo Princeps di Seborga, Giuseppe Antonio Biancheri, Cavaliere dell’Ordine, Abate Cistercense in Bordighera dal 1696 e già Podestà lerinense in Seborga.
L’Ordine accetta la proposta di de Meyronnet, proposta che piace anche agli anziani di Castrum de Sepulchro.
Per cercare di unire, per quanto possibile, Seborga all’Ordine, nel 1714, Giuseppe Antonio Biancheri, viene  eletto Maestro Generale del Venerabilis Equester Ordo Sacri Principatus Sancti Sepulchri.
Nel 1728, il Monastero di S. Pietro di Montmajour concede la sua autorizzazione alla vendita del Principato di Seborga.
L’autorizzazione di questo Monastero è necessaria in quanto, nell’atto di donazione del Marchese Guido del 954, era stata inserita una clausola che prevedeva, in caso di vendita di Seborga, che l’introito venisse devoluto a questo Monastero.
Una prima stesura dell’atto di vendita viene fatta nello stesso anno, mentre nel 1729, dopo aver ottenuto la necessaria autorizzazione Papale, in quanto il Principato di Seborga fa parte dei beni della Chiesa, si giunge alla stipulazione dell’atto di vendita al Re di Sardegna per la somma complessiva di 190.000 lire sabaude, pari a circa 35.000 scudi, di cui 175.000 destinate al Monastero di Sant’Onorato e 15.000 a quello di Montmajour ad Arles.
L’atto di vendita del feudo viene dunque stipulato a Parigi il 30 gennaio del 1729 dall’avvocato Lea, plenipotenziario in rappresentanza del Re di Sardegna, e dai procuratori dell’Abate Generale di Sant’Onorato, l’economo Padre Benoit de Benoit e il Decano Lamberto Giordani, alla presenza del Cardinale Fleury di Parigi, del delegato pontificio, l’Arcivescovo di Ebrun, del Ministro del Re di Francia, Pierre Chauvelin, e dell’Ambasciatore del Regno di Sardegna in Francia, Conte Maffei.
Il primo Aprile 1729 il Plenipotenziario del Re di Sardegna, Avv. Lea di Nizza, prende ufficiale possesso di Castrum de Sepulchro, assistito dal Monaco Benoit de Benoit.
Il popolo di Seborga accoglie con gioia questo evento, sperando di veder diminuire la pressione fiscale imposta per secoli dalla Chiesa (attraverso i Monaci di Lerino) e, talvolta, dall’Ordine.
E l’Ordine?
Il Princeps e Maestro Generale Biancheri non partecipa all’evento, così come i Cavalieri del Venerabilis Equester Ordo Sacri Principatus Sancti Sepulchri, essendo ormai estranei al “fatto” Castrum de Sepulchro.
Comunque, il Princeps Bianchieri ottiene dai Savoia il diritto a mantenere il titolo di Princeps sino alla fine del suo mandato in quanto Custode della Sacra Reliquia e Maestro Generale dell’Ordine.
Il Maestro Generale Biancheri riunisce il Gran Consiglio dell’Ordine, il quale giura “......... di difendere in perpetuo la Sacra Reliquia e il Grande Segreto di Santo Sepolcro”.
Nel 1746, 14 Novembre, in Bordighera, Giuseppe Antonio Biancheri muore e l’Ordine deve iniziare una nuova vita per evitare l’estinzione.

DA SECONDO SINESIO A VICTOR HUGO

Nel 1746, assume la Maestranza Generale il Cavaliere Secondo Sinesio, professore e scrittore di grande fama, Abate di San Tommaso di Pigna.
Nel 1764, Secondo Sinesio rassegna le dimissioni, e l’Ordine elegge Maestro Generale, Carlo Nicolai di Peille, il quale, l'anno successivo viene nominato Parroco di Seborga, con decreto di Carlo Emanuele III, in virtù dello jus patronatus spettante al Re di Sardegna.
Dal 1766, in Seborga si vocifera del “Male”, denominato sottovoce dagli abitanti del luogo “la Bestia”; a partire da quell’anno, il Maestro Generale e Parroco di Seborga Nicolai cerca di cacciarlo attraverso le cosiddette “Missioni”, compiute, quasi sempre, da otto Francescani e consistenti in tre giorni e tre notti di processioni, preghiere e digiuni.
Nel 1772, il Maestro Nicolai lascia improvvisamente la Gran Maestranza.
Ai Cavalieri che gli chiedono spiegazioni, egli risponde di non avere la forza per cacciare il male che ormai si è impossessato di Seborga.
L’Ordine si ritrova, ancora una volta, a dover scegliere un Maestro Generale.
Questa volta la scelta è ancora più difficile: le continue e insistenti voci sulla continua espansione del male in Seborga, impongono di nominare un maestro Generale di alta capacità esoterico-spirituale.
Il Gran Consiglio si riunisce questa volta in gran segreto e vengono interrogati ed analizzati diversi Fratelli.
Dopo circa un mese di valutazioni, la scelta cade sul Precettore di Francia, Louis Claude de Saint-Martin, grande filosofo esoterico francese, dalle teorie del quale nascerà l'Ordine Martinista, un uomo destinato a rappresentare una pietra miliare per il misticismo cristiano.
Con Saint-Martin alla Maestranza Generale, l’Ordine ritrova la fiducia perduta e riprende a vivere con vigore.
Inoltre, in Castrum de Sepulchro, “la Bestia” sembra tacere, forse consapevole che l’Ordine è tornato a proteggere la “Sacra Reliquia” con la forza e la fede di un tempo.
Il 13 Ottobre 1803, in Aulnay-sous-Bois (Francia), il Maestro Generale Louis Claude de Saint-Martin muore, lasciando l’Ordine in piena espansione.
Il Capitolo Generale elegge, nel Dicembre 1803, il nuovo Maestro Generale: si tratta del fisico italiano Cavaliere Conte Alessandro Giuseppe Antonio Volta, inventore della pila.
Nel 1819 Volta si ritira a vita privata nella sua casa di campagna a Camnago, località nei pressi di Como, per dedicarsi interamente all'Ordine.
Il 5 marzo del 1827 Alessandro Volta muore nella sua casa di Camnago all'età di 82 anni.
In seguito alla morte di Volta, nello stesso anno (1827) viene eletto Maestro Generale un altro Nautonier dell'Antiquus Ordo Misticusque Prioratus Sionis, Jean Charles Emmanuel Nodier, scrittore francese.
Nel 1833, Nodier viene eletto al seggio venticinque dell'Académie française che fu di Jean-Louis Laya.
Muore a Parigi il 27 gennaio 1844 a sessantatré anni.
Nel 1844 assume la Gran Maestranza Victor-Marie Hugo, scrittore, poeta e drammaturgo francese, considerato il padre del romanticismo in Francia.
Cavaliere dal 1827 (accolto nella Chiesa di Saint-Sulpice di Parigi dall’allora Maestro Generale Charles Nodier, del quale è molto amico), sotto di lui, il nome di Maestro Generale muta in “Gran Priore”, terminologia adottata ancora oggi.
Contemporaneamente all'elezione a Gran Priore, Hugo viene anche nominato Nautonier dell'Antiquus Ordo Misticusque Prioratus Sionis.
Durante il periodo di Maestranza Generale, Hugo arresta la sua attività letteraria per meglio dedicarsi alle attività dell'Ordine.
Con lui l’Ordine acquista la forma di circolo esclusivo, dedito alla alla difesa dei diritti umani, alla cultura ed all’esoterismo.
l'amnistia proclamata dall'Imperatore.
Tra il 1853 e il 1855, Hugo approndisce con i Membri dell’Ordine i temi esoterici e canalizza migliaia di messaggi di famosi personaggi del passato.
Gli spiriti gli comunicano che potenti energie, gli Esseri di Luce o Corpi di Luce, provenienti dall’aldilà e da altri sistemi stellari, sono all’opera per innalzare il livello vibrazionale della nostra Terra e, per raggiungere questo fine, la collaborazione dell’uomo è indispensabile.
Questa nuova rinascita, identificata con il ritorno di Gesù-Cristo, viene dallo stesso Hugo definita “la Missione”.
In riferimento allo scettiscismo della scienza sull’esoterismo, il Gran Priore è solito dire: “Se di certi fatti la scienza non vuole saperne, l’ignoranza li accoglierà”.
Nel 1853, riprende l’attività letteraria e nel 1857, rattristato per le disgrazie famigliari, abbandona il titolo di Gran Priore e conserva solo quello di Nautonier.
Muore il 22 maggio 1885 e la sua salma viene esposta per una notte sotto l'Arco di Trionfo e vegliata da dodici poeti e dai Cavalieri dell’Ordine, anche se, in ottemperanza alle sue ultime volontà, le esequie hanno luogo nel Corbillard des Pauvres.
Il 1° giugno, dopo aver transitato per il cimitero del Père Lachaise, è  portato al Pantheon appena inaugurato.

Si calcola che tre milioni di persone siano venute a rendergli omaggio in quell'occasione.

DA ANTONIO SEMERIA A CLAUDE DEBUSSY

Nello stesso anno viene eletto Gran Priore l'Abate Antonio Semeria di Tavole del Prino (Imperia, Italia), il quale dà un forte impulso alla crescita dell'Ordine a livello locale.
Nel 1869, il Gran Priore si dimette dalla carica di Gran Priore e l’Ordine riprende il suo cammino “francese”.
Infatti, viene eletto Gran Priore lo scrittore francese Jules Verne, entrato nell'Ordine nel 1855, accolto da Victor Hugo in Saint-Sulpice a Parigi, storica Chiesa legata all’Ordine.
All’interno dei suoi romanzi si evidenzia un'architettura d'ordine esoterico che, al di là dell'intreccio rocambolesco delle avventure e degli anagrammi, fa emergere il disegno compiuto di un "messaggio segreto", che anche Verne, come Hugo, definisce “la Missione”.
Nel 1884, l’ex Gran Priore Antonio Semeria chiede a Verne di inviare un contingente di Cavalieri a Seborga per aiutare la popolazione devastata dal colera.
Il Gran Priore Verne ordina immediatamente che cinquanta Cavalieri, liguri e provenzali, si rechino a Seborga per aiutare la popolazione, già sostenuta da una compagnia di soldati e da Don Giacomo Leardi; la malattia devasta la città e muoiono ben trentaquattro persone.
Il 9 Marzo 1886, Verne subisce un misterioso attentato da parte di suo nipote, Gaston, figlio di suo fratello Paul, il quale spara a bruciapelo al Gran Priore, ferendolo gravemente.
Pare che Gaston appartenga ad un non meglio identificato gruppo contrario all’Ordine ed al suo ruolo di custode del “Grande Segreto”.
Da quel momento, Verne passa i suoi giorni sulla sedia a rotelle, ma non perde la sua tenacia e la sua forza interiore.
Nel 1887, il Gran Priore incontra per la prima volta François Bérenger Saunière, Membro dell’Ordine e Parroco di Rennes-le-Château; seguiranno altri incontri, durante i quali Verne e Saunière parleranno a lungo del “Grande Segreto” di Castrum de Sepulchro, della difesa della “Sacra Reliquia” e dei ritovamenti fatti dal Parroco a Rennes-le-Château.
Saunière sostiene che “la Missione” deve partire da Castrum de Sepulchro e in Castrum de Sepulchro deve terminare: questo è il compito dell’Ordine, questo è sempre stato e questo sempre sarà.
Nel 1892, diabetico, quasi cieco e colpito da paralisi, Jules Verne si dimette dalla carica di Gran Priore.
Prima di morire, nel 1905, brucia alcuni suoi appunti, centinaia di lettere e documenti riservati.
Il motivo di questo gesto resta un mistero, ma, forse, il “Grande Segreto” e la “Sacra Reliquia” di Castrum de Sepulchro possono esserne la chiave di lettura giusta.
Nel 1892, il compositore e pianista francese Claude-Achille Debussy, che nel 1885 è diventato Nautonier dell'Antiquus Ordo Misticusque Prioratus Sionis, alla giovane età di 30 anni, assume la Gran Prioria del Venerabilis Equester Ordo Sacri Principatus Sancti Sepulchri.
Debussy trascorre una vita molto movimentata, soprattutto sentimentalmente, e questa sua irrequietezza lo porta spesso a dover letteralmente scappare dalle sue donne: questa sua debolezza gli costa numerosi richiami da parte del Gran Consiglio dell'Ordine.
Debussy si incontra diverse volte con Bérenger Saunière (la prima volta nel 1903), anche nel tentativo di riacquistare la fiducia dei membri del Gran Consiglio dell’Ordine.
Inoltre, la sua esperienza in studi rosacrociani e le sue conoscenze mistico-esoteriche gli consentono di ottenere ulteriore fiducia da parte dell’Ordine.
Tutto sembra proseguire per il meglio, ma verso la fine del 1910, Debussy, malato e sfiduciato, si dimette dalla carica di Gran Priore, lasciando l’Ordine in uno stato di profonda incertezza.
Claude Debussy muore di cancro a Parigi il 25 marzo 1918, nel mezzo dei bombardamenti aerei e d'artiglieria in un'azione dell'offensiva di primavera della Grande Guerra.

DA NIKOLA TESLA A EDOUARD LE ROY

Con le dimissioni di Debussy, l’Ordine si trova ad affrontare una scelta difficile; il nuovo Gran Priore deve essere un Cavaliere in grado di rilanciare l’immagine esterna del Venerabilis Equester Ordo Sacri Principatus Sancti Sepulchri, ma contemporaneamente deve serrare le fila al suo interno, creando un nuovo interesse;  dopo una serie di grandi dibattiti e scontri, sempre nel 1910, viene eletto Gran Priore uno degli scienziati più importanti dell'era moderna, il serbo (naturalizzato statunitense) Nikola Tesla.
Cittadino degli Stati Uniti d’America dal 1891, nello stesso anno entra nel Venerabilis Equester Ordo Sacri Principatus Sancti Sepulchri, presentato dal suo amico e Cavaliere dell’Ordine Robert Underwood Johnson, direttore del Century Magazine.
Unico Gran Priore ortodosso dell'Ordine, Tesla non si laureerà mai, anche se riceverà numerose Lauree Honoris Causa.
Vero e proprio genio, ha una grande propensione per le lingue: infatti parla e scrive correttamente serbo, croato, ceco, inglese, francese, italiano, tedesco, ungherese e latino.
Tesla diffonde, con grande vigore, l'Ordine negli Stati Uniti ed in Canada e sposta la sede dell'Ordine da Carcassonne a Toronto, in Canada.
In seno all’Ordine, egli sviluppa la teoria della scienza vibrazionale.
Nel 1920, Tesla, anche in seguito alla bancarotta subita nel 1916, lascia la Maestranza Generale dell’Ordine.
I suoi studi e le sue invenzioni nel campo dell'energia libera, lo portano a diventare un personaggio scomodo e, nel 1943, mentre sta lavorando al “Teleforce” (il raggio basato sui fulmini globulari, sulla fisica del plasma e sul flusso di particelle), simulando un attacco cardiaco nell'hotel dove si trova, il New Yorker Hotel, sparisce dalla scena, lasciando molti lati oscuri sulla sua  morte ed il suo funerale: infatti Tesla muore, ufficialmente, il 5 gennaio, ma il suo corpo, immediatamente rimosso dall'hotel, viene cremato solo il 12 gennaio, in assoluta riservatezza e le sue ceneri consegnate ai famigliari.
Nel periodo che intercorre tra il 5 ed il 12 gennaio, non è dato sapere  dove sia stato conservato il corpo di Tesla.
Nel 1920, in seguito alle dimissioni di Tesla, l’Ordine si raduna in Italia, a Genova, e viene eletto Gran Priore Ambrogio Daffra, Sacerdote in Tortona (Italia), Parroco, Rettore del seminario e Vescovo di Ventimiglia, il quale non riesce nel suo operato, avendo l'Ordine una sua struttura decisionale in Canada.
Comunque, l’attività del Gran Priore, è molto importante soprattutto a livello di accoglienza.
Dopo due soli anni di Maestranza Generale, Daffra rassegna le dimissioni.
Nel 1923, il Gran Consiglio riunisce i Dignitari dell’Ordine in Belgio, a Mechelen, e, dopo tre giorni di riunione, viene eletto Gran Priore il Cardinale belga Desiré Félicien François Joseph Mercier.
Nato nel 1851 a Braine-l'Alleud (Belgio), nel 1906 diventa Arcivescovo di Mechelen, in Belgio ed entra nel Venerabilis Equester Ordo Sacri Principatus Sancti Sepulchri.
L’anno seguente, nel 1907, Papa Pio X lo eleva al rango di Cardinale.
Joseph Mercier può essere considerato uno dei maggiori rappresentanti del neotomismo dei primi decenni del Novecento.
Il 23 gennaio 1926 il Gran Priore Mercier muore.
Sempre nello stesso anno viene eletto Gran Priore il premio nobel per la fisica Karl Ernst Ludwig Max Planck, ideatore della teoria dei quanti, uno dei pilastri della fisica contemporanea.
Planck si trova a gestire una situazione difficile: la sede dell’Ordine è a Toronto, in Canada, i Cavalieri sono sparsi tra Stati Uniti, Canada, Belgio, Francia, mentre solo una piccola parte si trova ormai in Italia e nel resto d’Europa.
Inoltre, molti gruppi vivono una situazione di “abbandono” e le Priorie sono diventate per lo più dei club esclusivi.
Per questi motivi, nel 1938 Planck lascia la Maestranza Generale; tale decisione è inoltre corroborata dal fatto che il Gran Priore, essendo entrato in contrasto con il nazismo, non vuole danneggiare l'Ordine (l'ultimo suo figlio verrà ucciso dai nazisti per aver partecipato alla congiura del 1944 contro Hitler).
Nel 1938, viene eletto Gran Priore Louis Charles Joseph Charbonneau-Lassay, storico, archeologo, simbolista ed esperto di araldica.
Sotto la sua Maestranza Generale, l’Ordine diventa un vero e proprio gruppo di studio, per tentare di evitare l’inevitabile coinvolgimento dei Cavalieri nel conflitto.
Nel 1946, alla morte di Charbonneu-Lassay, viene eletto Gran Priore Edouard Louis Emmanuel Julien Le Roy.

DA JEAN COCTEAU A GIORGIO CARBONE

Nel 1954, Le Roy muore e l’Ordine si riunisce a Parigi per eleggere il nuovo Gran Priore.
La riunione dura, stranamente, poco, solo un giorno, al termine del quale viene scelto il Cavaliere francese Jean Maurice Eugène Clément Cocteau, già Nautonier dell’Antiquus Ordo Misticusque Prioratus Sionis dal 1918.
Quando diventa Gran Priore, nel 1954, Cocteau, già Membro dell’Ordine dal 1948, è all’apice della sua maturità artistica e lontano dagli eccessi di sesso (Cocteau si dichiara apertamente bisessuale) e droga, che hanno caratterizzato gran parte della sua vita.
Con Cocteau, l’Ordine diventa un vero e proprio laboratorio di studi, perdendo, però, il contatto con la vita sociale.
Nel 1961, durante un suo viaggio a Sanremo, Cocteau incontra un giovane floricoltore di Seborga, Giorgio Carbone, allora venticinquenne.
Cocteau è incuriosito dal personaggio, anche perchè anni prima, nel 1935, a Berlino, aveva incontrato lo scrittore Guido Hess, poi diventato suo amico, che utilizzava lo pseudonimo di Guido Seborga, proprio in onore della cittadina ligure.
Cocteau convince Carbone ad entrare nell’Ordine e così, l’anno seguente, Giorgio Carbone viene accolto nell’Ordine, durante un suo viaggio a Mainz, in Germania.
Cocteau muore, colpito da infarto, l’11 Ottobre 1963, poche ore dopo aver appreso la notizia della morte della cantante Edith Piaf, per la quale, tra l'altro, scrive l'elogio funebre, e viene inumato nella chapelle Saint-Blaise-des-Simples in Milly-la-Forêt, dipartimento dell'Essonne, Francia.
Dopo la morte di Jean Cocteau, nel mese di Dicembre 1963, il Gran Consiglio riunisce il Capitolo Generale dell’Ordine a Parigi.
La riunione di tutti i Cavalieri del Venerabilis Equester Ordo Sacri Principatus Sancti Sepulchri (riunione plenaria), serve anche per contare quanti Membri siano effettivamente attivi.
Si presentano Cavalieri provenienti dalla Francia, dal Belgio, dall’Italia e, a sorpresa, dagli Stati Uniti e dal Canada.
Dopo tre giorni di lavoro, viene  eletto Gran Priore  dell'Ordine il texano Josè Silva.
Intanto, nel 1963, Fra Giorgio Carbone, che all'epoca  vive tra Mainz (in Germania) e Seborga, dove gestisce, insieme alla madre, una delle più grandi società di floricoltura a livello europeo, vuole tenere unito il gruppo, anche se è un semplice Cavaliere, senza alcun incarico.
Poichè i contatti con il Gran Consiglio (che è costituito da membri statunitensi e canadesi) sono pressochè impossibili, Fra Giorgio ha un’idea: ripristinare la figura  del Princeps di Seborga, nomina non più utilizzata dalla morte del Princeps Biancheri, avvenuta nel 1746.
Esiste, però, un problema statutario: per eleggere il Princeps è necessario il voto dell’Assemblea dei Cavalieri (il Capitolo Generale) o, quantomeno, del Gran Consiglio.
Fra Giorgio, che non ha possibilità né di convocare il Gran Consiglio né tantomeno il Capitolo Generale, escogita uno stratagemma e conferisce, pur senza alcuna autorità, agli abitanti di Seborga il diritto di eleggere il Princeps.
Così, nel 1963, Fra Giorgio Carbone, Cavaliere del Venerabilis Equester Ordo Sacri Principatus Sancti Sepulchri, viene eletto, da uno sparuto gruppo di cittadini seborghini, Princeps di Seborga.
Ovviamente, l’elezione non ha alcun valore (negli Stati Uniti non se ha notizia), ma almeno questa azione ha il merito di tentare di riunire il gruppo dei Cavalieri a livello locale.
Nello stesso anno, Fra Giorgio Carbone viene nominato anche Nautonier dell’Antiquus Ordo Misticusque Prioratus Sionis.
Sin dall’inizio della sua elezione, il Princeps Giorgio cerca anche, come è giusto che sia, di portare benefici, a livello turistico, alla cittadina di Seborga, lasciando però, con il passare del tempo, l’Ordine nuovamente nell’oblio.
Negli Stati Uniti, invece, l’Ordine prosegue la sua vita regolare e legale, ampliando il numero dei Membri.
Nel 1995, alcuni Cavalieri italiani e francesi decidono di ricompattare l’Ordine in Italia e Francia e iniziano a frequentare Seborga per cercare di restare uniti.
Sempre nello stesso anno, il Princeps Giorgio (che utilizza, nel frattempo, lo pseudonimo di Giorgio I), chiede ai cittadini di Seborga di riconfermare la sua elezione a Princeps ed i seborghini lo riconfermano a vita; questa volta a votare c’è un numero di cittadini decisamente superiore.
Per Fra Giorgio Carbone, la nomina a Princeps di Seborga non è più un fatto spirituale, bensì un fatto essenzialmente politico.
Inizia così una battaglia, anche legale, per vedere riconosciuto a Seborga il diritto ad essere un Principato autonomo.
Questo atteggiamento divide decisamente l’Ordine: i Membri statunitensi e canadesi si dissociano dalle scelte di Fra Giorgio, scelte che stravolgono gli Statuti e la Regola dell’Ordine.
Nel 1999, Silva muore e i Cavalieri d’oltreoceano si allontanano quasi tutti.
Si riunisce, così, il Capitolo Generale in Italia, a Nizza Monferrato, e viene eletto Gran Priore proprio Giorgio Carbone, nato nel 1936 a Seborga.
Sebbene egli abbia agito in maniera non consona con il ripristino del Principato, per l’Ordine è giunto il momento di pensare al futuro e si rende necessario riportare il tutto nella norma e nella legge dell’Ordine.
Così, dopo diversi mesi di lavoro, il 13 Ottobre 2000, il Gran Consiglio, guidato dal Gran Priore Fra Giorgio Carbone, riunito in Seborga, riforma il Venerabilis Equester Ordo Sacri Principatus Sancti Sepulchri, utilizzando come simbolo la rossa croce patente ottagona, posata su campo bianco, e portando la Sede dell'Ordine a Seborga.
Sotto Fra Giorgio nascono nuove Priorie in Italia e in Francia e l'Ordine assume una dimensione nuovamente europea.
Ancora, l’Ordine ratifica la nomina a Princeps di Seborga di Fra Giorgio Carbone, ripristinando, finalmente, la legalità.
All’interno dell’Ordine, però, continuano a permanere due anime: una convinta che Seborga abbia diritto ad essere riconosciuta quale Principato autonomo e l’altra convinta, invece, che il ruolo del Princeps sia essenzialmente quello storico-spirituale, ossia di “Custode della Sacra Reliquia”.
Nel Febbraio 2006, Giorgio Carbone, a causa di una prolungata malattia, rassegna le dimissioni da Gran Priore, pur mantenendo l’incarico di Princeps di Seborga.
Il Capitolo dell’Ordine si riunisce in Seborga e viene eletto Matteo Balestra, Priore di Peille (Francia) e Comandante di Marina Mercantile.
Il nuovo Gran Priore convoca, il 22 Aprile 2006, presso il Grand Hotel & Des Anglais di Sanremo, il Capitolo dell’Ordine.
Al termine della riunione viene deliberata la dissociazione dell’Ordine dal Principato di Seborga; con questo atto prevale l’ala che vede improbabile un riconoscimento ufficiale del Principato “politico”.
Il 20 Agosto 2006 accade un fatto imprevisto: il Gran Priore Matteo Balestra viene espulso dall’Ordine per comportamenti non conformi agli Statuti.
L’Ordine si ritrova nuovamente a votare e, il giorno seguente, viene richiamato Fra Giorgio Carbone alla carica di Gran Priore, il quale accetta l’incarico.
Il 13 Giugno 2009, presso la residenza del Gran Priore, Fra Giorgio Carbone, il Capitolo ribadisce la Sovranità dell’Ordine.
A partire dal mese di Agosto, la SLA, malattia di cui è affetto Fra Giorgio, mina sempre di più la salute del Gran Priore, rendendogli impossibile la deambulazione e creandogli problemi respiratori sempre più gravi.
Il 25 novembre 2009, Giorgio Carbone, ormai consunto dalla malattia, scompare, lasciando l’Ordine nel caos.
Infatti, si è creata una pericolosa commistione tra Ordine e Principato, cosa questa mai accaduta: nei secoli, l’Ordine è sempre stato indipendente e Sovrano ed il Principato, pur dipendendo l’elezione del Princeps dall’Ordine stesso, ha sempre goduto di vita propria.

IL XXI SECOLO

Il 23 Gennaio 2010, il Capitolo dell’Ordine si riunisce in Seborga, per decidere le sorti dell’Ordine stesso.
In questa occasione, presenti sette Priori su otto, viene ribadita l’assoluta e totale indipendenza dell’Ordine dal Principato di Seborga e da qualsiasi altra Istituzione.
Viene altresì deliberato che le cariche di Vice Gran Priore e di Segretario Generale, uniche rimaste dopo la scomparsa di Fra Giorgio, devono decadere, per consentire un regolare svolgimento delle elezioni del nuovo Gran Priore.
Viene, pertanto, affidata la normale attività dell'Ordine al Cavaliere Decano, Fra Valter Barbero.
Le delibere vengono votate all'unanimità dei presenti.
Il 4 Febbraio 2010, tre Priori, nel tentativo di sabotare le elezioni, si autospendono, riducendo così le Priorie esistenti a cinque.
Il 6 Febbraio 2010 il Cavaliere Decano indice le nuove elezioni, che si svolgono presso il Grand Hotel & Des Anglais di Sanremo.
Alla presenza di quattro Priori (uno è assente), viene eletto Gran Priore Fra Diego Beltrutti.
sotto la sua Maestranza Generale l’Ordine, adeguandosi  alle  nuove  normative  in  fatto  di associazionismo, viene registrato presso il Tribunale con atto pubblico notarile e presso l’Agenzia delle Entrate, con la dichiarazione di legittimo discendente  della  Paupera Militia Christi e con la denominazione  aggiunta di “Antico Ordine dei Cavalieri Bianchi di Seborga”.
Inoltre, i nomi, gli stemmi, i loghi ed i marchi dell’Ordine vengono registrati a livello internazionale.
Il Gran Priore Beltrutti sposta la sede dell’Ordine a Bergamo e vengono azzerate le Priorie, anche per consentire una riorganizzazione dell’Ordine a livello operativo.
Viene deliberata una struttura gerarchica più moderna ed al passo con i tempi, sempre nel rispetto della legge vigente.
Il 7 gennaio 2011, Beltrutti viene espulso dall’Ordine, per comportamenti non adeguati allo Statuto ed alla Regola.
Il 12 Febbraio 2011, in Alessandria, presso l’Istituto delle Suore Immacolatine, il Capitolo Generale elegge Gran Priore il Cavaliere Decano, Fra Valter Barbero.
Sotto la sua Maestranza Generale l'Ordine viene iscritto presso la Commissione Europea nel Registro dei Rappresentanti di Interessi ed iscritto presso le Nazioni Unite (ONU), nel settore DESA-NGO Branch.
Il Gran Priore convoca nuovamente il Capitolo Generale e viene ripristinata l’antica consuetudine che prevede l’ammissione delle donne nell’Ordine.
Viene, inoltre, deliberato l’aggiornamento della Regola e spostata la sede generale dell’Ordine a Seborga.
L’Ordine riprende con vigore il suo cammino, aumenta il numero dei Membri e si consolida in Italia.
Il 18 Giugno 2013, Fra Valter Barbero rassegna le dimissioni da Gran Priore, per motivi famigliari.
Il 29 Giugno 2013, il Capitolo Generale si raduna presso la sede generale dell’Ordine, in Seborga.
Viene eletto Gran Priore, con l’87% dei voti favorevoli, Fra Riccardo Bonsi, già Segretario Generale dell’Ordine da oltre dieci anni.
Sin dall’inizio del suo incarico, Fra Riccardo Bonsi porta l’Ordine ad assumere una dimensione internazionale, con l’arrivo di Membri provenienti da diverse parti d’Europa e del Mondo ed inizia le grandi battaglie internazionali per i diritti dell’uomo.
Il Gran Priore ribadisce lo spirito cristiano dell’Ordine e si attiva, a livello internazionale, per difendere i diritti dei Cristiani, vittime dell’integralismo religioso, inviando petizioni ufficiali sia al Parlamento europeo sia alle Nazioni Unite.
Sempre nell’ottica della difesa dei diritti umani, l’Ordine si fa promotore, con petizioni ufficiali sia al Parlamento Europeo sia all’ONU, di diverse iniziative contro la pedofilia.
L’Ordine amplia le sue strutture operative: nascono l’ “Alto Commissariato per il Dialogo interculturale e interreligioso”, per affrontare le differenze tra i Popoli e ritrovare punti di incontro e l’ “Academia Iuvenum Militum Christi”, per consentire ai giovani di crescere e formarsi in un ambiente ricco di valori ed ideali, ed avviene la trasformazione del “Servizio  di Assistenza Civile” nella “Compagnia di San Lazzaro”, gruppo strutturato di Membri volontari per il soccorso nazionale e internazionale.
Ancora, il Gran Consiglio dell’Ordine riprende, quale stemma, l’agnus Dei e ripristina l’antico motto “Sub Hoc Signo Voluntas Dei”.
L’8 Febbraio 2014, l’Ordine decide, con delibera del Gran Consiglio, di ripristinare la nomina del Princeps di Castrum de Sepulchro (Seborga), conferendo al nuovo Princeps l’antico ruolo di “Princeps spiritualis”, ovvero di “Custode della Sacra Reliquia”.
Così il 10 maggio 2014, in Rocchetta Nervina (Italia), viene nominato Princeps di Castrum de Sepulchro, S.A.S. Massimiliano Molini di Valibona, già Principe di Chauvigny e Nîmes e Cavaliere Ufficiale dell’Ordine.
Negli ultimi anni, si sono moltiplicati i “tentativi di imitazione”, per lo più ad opera di soggetti o dimessi o espulsi, i quali cercano di sfruttare la notorietà e la fama dell’Ordine, senza ottenere però alcun risultato.
Il Venerabilis Equester Ordo Sacri Principatus Sancti Sepulchri, fedele ai principi di fede, umiltà e spirito di servizio, veleggia nel terzo millennio noncurante dei vari “imitatori” e fiero di poter recitare il motto che da più di mille anni è la sintesi della sua missione:

Non Nobis Domine, Non Nobis, Sed Nomini Tuo Da Gloriam

Tratto da:
Riccardo Bonsi, “Sub Hoc Signo Voluntas Dei - Storia di un Ordine senza tempo
2014, V.E.O.S.P.S.S.© - Centro Studi e Ricerche
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